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Politica estera

Il fallimento totale sui migranti dei governi progressisti in Europa

Oltre alla Spagna, con 800mila irregolari e la sanatoria per 500mila, Francia afflitta da problemi di integrazione dei 4 milioni di stranieri. E con Starmer 41.500 sbarchi dalla Manica e città più insicure

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Un fallimento dietro l’altro. Potrebbe sintetizzarsi così la politica migratoria dei governi di sinistra in Europa dalla Spagna alla Gran Bretagna passando per la Francia. L’invasione di migranti a Ceuta ha scoperchiato e reso evidente una situazione molto più profonda che riguarda l’incapacità dei governi progressisti di affrontare il problema dell’immigrazione tra sottovalutazione del fenomeno e scelte politiche fallimentari.

Il caso della Spagna è emblematico. Il primo ministro socialista Pedro Sánchez a inizio 2026 ha approvato una regolarizzazione straordinaria per i migranti irregolari presenti in Spagna prima del 31 dicembre 2025 con almeno cinque mesi di residenza. L’obiettivo era la regolarizzazione di circa 500mila persone ma le domande pervenute alla chiusura dei termini il 30 giugno hanno superato gli 1,1 milioni. Inoltre, secondo i dati forniti dal think tank Funcas, gli irregolari in Spagna sono cresciuti durante i governi Sánchez da circa 107.000 nel 2017 a oltre 800mila nel 2025 e, al tempo stesso, i tassi

di espulsioni sono al di sotto della media Ue.

Non vanno meglio le cose al di là dei Pirenei dove, sotto la presidenza di Emmanuel Macron, l’immigrazione ha rappresentato un fenomeno più subito che gestito. Le immagini che arrivano da Parigi ogni volta che c’è una celebrazione o una grande manifestazione sportiva con la città a ferro e fuoco a causa delle bande di giovani immigrati di prima o seconda generazione è la fotografia del fallimento dell’integrazione in Francia. L’incapacità di contrastare la diffusione dell’islamismo radicale è l’altro grande problema della gestione macroniana, mentre i permessi di soggiorno validi in Francia hanno superato i 4 milioni con oltre il 30% in più rispetto al 2017 e con i cittadini del Maghreb tra le nazionalità principali che ne usufruiscono.

Le politiche sull’immigrazione dei laburisti inglesi durante il governo Starmer sono state altrettanto disastrose, basti pensare che la promessa elettorale di «smash the gangs» (schiacciare le bande di trafficanti) non solo non ha fermato gli sbarchi attraverso

il Canale della Manica ma nel 2025 sono avvenuti circa 41.500 attraversamenti (il secondo dato più alto di sempre dopo il 2022). Il clima che si vive in Gran Bretagna a proposito di immigrazione è testimoniato dal tragico omicidio del giovane Henry Nowak avvenuto il il 3 dicembre 2025 a Southampton accoltellato da un immigrato indiano di seconda generazione e accusato di razzismo mentre si trovava in fin di vita con la polizia che non credeva fosse stato accoltellato.

Quanto accade nel resto d’Europa dovrebbe rappresentare un monito per evitare di vedere anche in Italia quanto sta accadendo nella Spagna governata da Sánchez che è stata presentata dalla sinistra italiana come un modello da esportare e da cui prendere spunto. Non la pensano allo stesso modo i cittadini di Ceuta che ieri hanno duramente contestato il primo ministro in città.

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