Kiev sfida Zelensky: migliaia in piazza per Fedorov, il ministro della Difesa simbolo della guerra tecnologica
Per il secondo giorno consecutivo la capitale ucraina protesta contro la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Una contestazione insolita in un Paese in guerra che mette in luce le tensioni tra il presidente, i vertici militari e l'ala riformista dell'apparato statale
La guerra contro la Russia continua senza tregua sul fronte orientale, ma a Kiev si è aperto anche un fronte politico interno. Per il secondo giorno consecutivo migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere il ripristino di Mykhailo Fedorov alla guida del ministero della Difesa, dopo la sua improvvisa rimozione decisa dal presidente Volodymyr Zelensky nell'ambito di un ampio rimpasto di governo.
Thousands of people have taken to the streets in cities across Ukraine, demanding that Fedorov be reinstated as defense minister
— NEXTA (@nexta_tv) July 17, 2026
Media reports say that even more people turned out today than on the first day of the protests, July 16. pic.twitter.com/o7E8JR8bH9
Si tratta di una mobilitazione rara in tempo di guerra e significativa per dimensioni e composizione: tra i manifestanti figurano volontari, veterani, attivisti e cittadini convinti che l'allontanamento del giovane ministro possa rallentare il processo di modernizzazione delle forze armate ucraine.
Come il giorno precedente, i manifestanti brandiscono cartelli con le scritte: "Le scelte hanno delle conseguenze", "Non ripetete gli errori dei nostri predecessori" e "Non si può vincere la guerra nel 2026 con la mentalità sovietica".
Fedorov, il volto della modernizzazione militare ucraina
A soli 35 anni, Fedorov era diventato uno dei volti più riconoscibili dell'Ucraina del tempo di guerra. Dopo aver guidato la trasformazione digitale del Paese, era stato chiamato al ministero della Difesa con l'obiettivo di accelerare l'innovazione tecnologica dell'esercito. Durante il suo mandato sono stati rafforzati i programmi dedicati ai droni, migliorati i sistemi logistici, introdotti processi più trasparenti negli appalti militari e sviluppate strategie fondate sull'uso dei dati per compensare l'inferiorità numerica rispetto alla Russia.
La sua popolarità non derivava soltanto dai risultati sul piano tecnologico, ma anche dall'immagine di riformatore capace di rompere con pratiche considerate obsolete. Per questo motivo la decisione di Zelensky ha sorpreso parte della società civile, numerosi parlamentari e diversi esponenti dell'apparato militare, dando vita a manifestazioni che ricordano le proteste dello scorso anno contro altre controverse decisioni del governo.
Lo scontro con i vertici militari e la scelta di Zelensky
Alla base della crisi vi sarebbe il deterioramento dei rapporti tra Fedorov e il comandante in capo delle forze armate, il generale Oleksandr Syrskyi. Il ministro avrebbe spinto per una trasformazione più rapida dell'esercito, puntando su droni, innovazione e riforme organizzative, mentre i vertici militari avrebbero difeso un approccio più tradizionale alla conduzione della guerra.
Lo stesso Zelensky ha riconosciuto pubblicamente che il dialogo tra ministero e comando militare era diventato difficile, sostenendo di aver scelto un rimpasto per ristabilire una maggiore unità nella catena decisionale. Contestualmente ha affidato all'ex ministro dell'Interno Ihor Klymenko la guida del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa e ha indicato il generale Yevhen Khmara come successore di Fedorov al ministero della Difesa, in attesa dell'iter parlamentare.
Una protesta che si allarga
Le immagini provenienti da Kiev raccontano una contestazione inconsueta per un Paese impegnato in una guerra esistenziale. Secondo una stima di un corrispondente di Interfax-Ucraina, almeno 10.000 persone si sono radunate nella piazza e altre continuano ad arrivare. I manifestanti hanno riempito la piazza, le strade e tratti delle adiacenti vie Olhynska, Hrushevskoho e Stupky.
La protesta ora si allarga a tutta l’Ucraina. A Leopoli, alcune persone si sono radunate in viale Svobody, vicino al monumento a Taras Shevchenko. A Odessa, la protesta è iniziata in via Derybasivska intorno alle 18:00, nonostante l'allerta antiaerea. A Dnipro, i manifestanti scandiscono slogan come: "Niente vacanze in tempo di guerra". A Ternopil, la popolazione si è riunita per la seconda volta davanti alla sede dell'amministrazione militare regionale, chiedendo la reintegrazione di Fedorov.
A Rivne, circa 100 persone hanno partecipato a una protesta. A Uzhhorod, la protesta è proseguita per il secondo giorno consecutivo in piazza Poshtova. A Poltava, circa 500 persone si sono radunate per una protesta nella piazza antistante il Teatro Hohol. A Kharkiv, per il secondo giorno consecutivo, la popolazione si è radunata nel centro città a sostegno di Fedorov. Anche a Mykolaiv la popolazione è scesa in piazza per protestare contro la decisione.
Resta ora da capire se le proteste avranno effetti sulle future scelte del presidente o se il nuovo assetto di governo riuscirà a ricompattare il fronte interno mentre il conflitto con la Russia continua a intensificarsi.
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