La Spagna prova a fare i conti con la Storia, non con la geografia. Nonostante il pasticcio di Ceuta con 70mila immigrati clandestini ricacciati a forza dall’exclave in Marocco e la maxisanatoria per 500mila immigrati per lo più di origine sudamericana o della Guinea Equatoriale, il premier Pedro Sanchez continua a offrire il suo Paese come via preferenziale per chi vuole colonizzazione l’intera Ue. Madrid ha approvato al Congresso dei deputati il provvedimento che darà la cittadinanza spagnola ad almeno 80mila saharawi - ma El Pais parla di 200mila potenziali beneficiari - nati nel Sahara Occidentale prima del 29 settembre 1977, quando l’area era sotto amministrazione spagnola) e alla prima generazione dei loro figli per cinque anni. Il testo passerà poi al Senato per l’approvazione definitiva. Ppe e Junts astenuti, contrario solo Vox.
Il testo prevede che sussistano «circostanze eccezionali» per conferire la nazionalità: diventerà spagnolo senza risiedere legalmente in Spagna chi riuscirà a dimostrare i requisiti con documenti d’identità anche scaduti, certificati di nascita o scolastici, patenti di guida spagnole e altri documenti. La domanda è gratuita, c’è tempo per presentarla entro i prossimi tre anni dall’approvazione, con possibile proroga di un altro anno e si otterrà dopo due anni di residenza legale in Spagna. Il rischio di aver a che fare con documenti falsi o contraffatti è altissimo, ma Madrid voleva lanciare un altro segnale di rottura con il Marocco, Paese che rivendica per sé l’intero Sahara Occidentale (conteso anche dall’Algeria).
Per i partiti della maggioranza di sinistra, su tutti Más Madrid la cui deputata di origine saharawi Tesh Sidiche ha proposto la norma, dare loro diritto alla cittadinanza è «una riparazione storica». Quando più di cinquant’anni fa Madrid si ritirò in fretta e furia dal territorio, gli occupanti marocchini costrinsero all’esilio gran parte della popolazione saharawi, che fuggirono verso i campi profughi di Tinduf nel deserto algerino. Nacque allora il movimento politico Fronte Polisario che da allora si batte per l’indipendenza dell’area - sotto osservazione Onu - dalle mire di Mauritania (Paese che gestisce due Cpr per Madrid pagati anche dalla Ue) e dello stesso Marocco. Per il loro leader Brahim Ghali, scettico su Sanchez da quando il premier spagnolo strinse un accordo con il Marocco nel marzo 2022, «l’ottenimento della nazionalità spagnola non deve eclissare l’obiettivo finale, l’autodeterminazione e l’indipendenza».
Intanto, secondo i dati Frontex, gli attraversamenti irregolari delle frontiere Ue sono calati del 35% nei primi otto mesi dell’anno. Dal Mediterraneo sono arrivati 19.400 clandestini, il 55% in meno rispetto all’anno scorso. Dopo il blitz migratorio di questa estate, sottovalutato da Madrid nonostante le segnalazioni ignorate degli 007, restano da sistemare circa 2mila minori. Secondo i sondaggi, ad oggi Popolari e Vox supererebbero per la prima volta il 50%, mentre la sinistra è data al 36,1%, con il Psoe sotto il 25%.
