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La mail allo "stallone" Clinton e le foto scabrose di Andrea

Spunta l'immagine del principe a cavalcioni di una donna. Trump citato per uno stupro ma nemmeno i Dem ci credono

 La mail allo "stallone" Clinton e le foto scabrose di Andrea

All'indomani della pubblicazione da parte del dipartimento di Giustizia di quella che dovrebbe essere l'ultima tornata di documenti su Jeffrey Epstein, la notizia più attesa degli ultimi mesi è stata derubricata in basso nelle pagine e nelle scalette dei media Usa, in particolare quelli di matrice «liberal». Un sintomo, forse, della delusione per l'assenza di elementi che coinvolgano direttamente Donald Trump nei traffici sessuali dell'ex finanziere pedofilo, con il quale interruppe i rapporti all'inizio degli anni 2000.

E tuttavia, il nome del presidente compare in almeno 4.500 documenti. Uno di questi è un sommario redatto la scorsa estate dall'Fbi di oltre una decina di «soffiate» anonime che accostavano il tycoon a Epstein. Nessuna di queste conteneva elementi credibili e perfino il New York Times si è rifiutato di pubblicarle. In ordine sparso, si va da un'accusa di stupro nei confronti di Trump da parte di una donna non identificata che ha poi ritirato tutte le sue denunce prima delle elezioni presidenziali del 2016; a una vittima di Epstein che raccontò all'Fbi di essere stata

presentata a Trump da Epstein, ma che poi «non successe niente».

C'è poi un'email del 2002 nella quale Melania Trump scrisse a «G», con ogni probabilità Ghislaine Maxwell, ex fidanzata e complice di Epstein, nella quale l'attuale first lady si congratulava con l'amica per un articolo sul finanziere uscito su una rivista newyorchese. Va ricordato che la prima indagine su Epstein risale al 2005.

Ben più imbarazzanti sono le rivelazioni su alcuni membri della cerchia passata e attuale del presidente Usa. Come Howard Lutnick, il miliardario di Wall Street e attuale segretario al Commercio, che in una vita passata (nel 2016) era donatore per le campagne di Hillary Clinton e Kamala Harris. In una corrispondenza con Epstein risalente al 2012, Lutnick pianifica una visita all'isola caraibica del finanziere, teatro dei tanti abusi compiuti su giovani donne, spesso minorenni. Il segretario al Tesoro aveva sempre affermato di avere interrotto i rapporti con Epstein anni prima.

Nei nuovi file spicca anche il nome di Steve Bannon, l'ideologo «Maga» e capo stratega di Donald Trump nel primo mandato del tycoon alla Casa Bianca. Lui e il figlio Sean avrebbero ricevuto nel 2018 da Epstein due orologi Apple di Hermes dal valore di 1.499 dollari l'uno. Sempre Bannon, secondo i documenti, alla fine di marzo 2019 chiese al finanziere, che si trovava in Francia, se poteva fornirgli il suo aereo privato per andarlo a prendere a Roma.

Il pilota e l'equipaggio «stanno facendo del loro meglio» per organizzare il volo, rispose Epstein, ma «se riesci a trovare un altro volo sarei felice di pagare». Tutto questo, pochi mesi prima del nuovo arresto di Epstein (6 luglio 2019) e del suo suicidio in carcere (10 agosto 2019). E c'è anche Elon Musk, che all'apice del suo scontro con Trump dello scorso anno accusò il presidente di volere coprire eventuali scandali. Proprio lui, secondo alcune email inviate tra il 13 dicembre 2013 e la vigilia di Capodanno dello stesso anno, avrebbe parlato di una visita all'isola caraibica di Epstein: «Quando posso venire a trovarti?». In un post su X, Musk si è giustificato: «Ho rifiutato ripetuti inviti ad andare sulla sua isola».

Nei nuovi file ci sono poi le conferme di nomi già associati da anni alla cerchia di Epstein. Come alcune foto che sembrano mostrare l'ex principe Andrea inginocchiato a quattro zampe su una donna sdraiata a terra; o lo scambio di email tra Epstein e Sarah Ferguson, nel quale il finanziere chiedeva all'ex moglie di Andrea di dichiarare che «non era un pedofilo».

Tra le conferme, anche Bill Clinton, già presente in foto e pose imbarazzanti nei file precedentemente pubblicati. Sei «un vero stallone» e «molto dotato», è il messaggio che Ghislaine Maxwell inviò a un indirizzo email associato all'ex presidente democratico.

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