Alla tragedia delle morti in mare e al dramma di chi è stato costretto a prendere la via del ritorno, Ceuta ora affronta un’altra emergenza non meno dolorosa: i minori non accompagnati. Essi restano infatti bloccati in un limbo: non possono essere rimandati indietro e le difficoltà nel prendersi cura di loro non mancano.
Il portavoce del governo di Ceuta, Alejandro Ramirez, ha riferito di almeno mille minori rimasti nell’exclave spagnola dopo che oltre 70mila migranti hanno fatto rientro in Marocco, aggiungendo tuttavia che i numeri non sono definitivi. Il portavoce ha avvertito che la situazione però è «al collasso», nonostante l’apertura di due capannoni industriali per ospitare circa 500 minori. Anche il centro di soggiorno temporaneo è al massimo della capacità (512 posti), ma altre 500 persone premono ancora alla sue porte. Criticità anche nell’altra exclave spagnola, Melilla, dove negli ultimi giorni sono stati respinti oltre mille migranti, ma sono comunque rimaste 260 persone di cui 140 minori.
Per far fronte all’emergenza la ministra dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni, Elma Saiz, ha annunciato per Ceuta lo stanziamento di un fondo da 25 milioni di euro per l’assistenza ai minori stranieri. «Forte preoccupazione per il grave rischio che bambini, bambine e adolescenti restino fuori dal sistema di protezione» è l’allarme lanciato da Save The Children. Per l’organizzazione serve «garantire assistenza umanitaria e accelerare il loro trasferimento verso strutture adeguate, mentre vengono organizzati i trasferimenti verso la Spagna continentale» per alleggerire la pressione su Ceuta. Una giovane di 17 anni ha raccontato all’Associated Press di aver visto annegare il fratello di 8 e che «ora siamo bambini che mendicano per strada».
Ma la polemica politica non si placa. Su X l’estrema destra di Vox si è scagliata contro il governo: «Il Marocco li ha inviati a Ceuta con un atto di guerra senza precedenti, con la complicità di Sánchez, che non sta proteggendo i nostri confini. I falsi minori, deportati; e i bambini, a casa con i loro genitori. Denaro spagnolo, per gli spagnoli!». Il segretario del Partido Popular, Miguel Tellado, ha definito quella di Ceuta «una crisi di sicurezza nazionale» e chiesto che i migranti «tornino da dove sono arrivati». Durissima anche la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso: «È strano che la sinistra non chieda una sessione plenaria straordinaria dell’Assemblea di Madrid per scoprire quanti immigrati clandestini Sánchez intende mandarci senza consultarci. Questo prosciuga le risorse, i servizi pubblici, compromette la convivenza e la sicurezza».
