Donald Trump vorrebbe incontrare di nuovo Kim Jong Un. E in caso di fumata bianca la Cina sarebbe pronta a giocare un ruolo decisivo nel vis a vis tra i due leader. Pare infatti che Pechino sia pronta a favorire un vertice tra il presidente americano e il leader nordcoreano a due condizioni: Washington deve avere obiettivi chiari e l’operazione non deve danneggiare gli interessi cinesi. Ecco che cosa sappiamo.
Kim, Trump e il ruolo della Cina
Il possibile quarto faccia a faccia tra Trump e Kim, dunque, non riguarda soltanto Stati Uniti e Corea del Nord: dietro le quinte si starebbe muovendo anche Xi Jinping. Ne è convinto il South China Morning Post, secondo il quale Pechino starebbe assumendo un ruolo “attivo” e “costruttivo” nel tentativo di riaprire il dialogo tra Washington e Pyongyang.
La Cina è disposta a sostenere iniziative credibili per riportare Kim al tavolo, ma vuole prima capire quali risultati concreti intenda ottenere l’amministrazione Trump. Il motivo è semplice: la Corea del Nord rappresenta una leva importante nei rapporti tra il Dragone e gli Usa. E Pechino non vuole affatto lasciare che Washington recuperi un canale diretto con Kim senza poter influenzare il processo.
La partita potrebbe inoltre intrecciarsi con il vertice tra Xi e Trump e con il summit Apec previsto a Shenzhen a novembre. C’è chi ipotizza che, proprio a margine dell’appuntamento internazionale, potrebbe prendere forma un nuovo incontro tra i due leader. Trump ha già fatto sapere pubblicamente di voler rivedere Kim e, nelle ultime settimane, ha definito molto buoni i rapporti personali con il leader nordcoreano.
Xi: l’interlocutore necessario
Trump ha inviato un altro segnale distensivo a Kim riducendo da undici a cinque giorni la durata delle esercitazioni militari annuali con la Corea del Sud, una mossa che la Casa Bianca presenta come un segnale utile a riaprire il dialogo.
Il problema è che Kim non ha dimenticato il fallimento dei precedenti summit e oggi arriva a un eventuale nuovo negoziato da una posizione più forte. I tre incontri con Trump del 2018 e del 2019, a Singapore, Hanoi e nella zona demilitarizzata tra le due Coree, non produssero un accordo sul nucleare né sulla rimozione delle sanzioni. In particolare, il vertice di Hanoi si concluse bruscamente dopo il mancato accordo.
Da quel momento in poi la Corea del Nord ha rafforzato i rapporti con la Russia, ottenendo nuovi margini diplomatici e militari, mentre anche il legame con la Cina è tornato a consolidarsi. A giugno Xi ha visitato Pyongyang e i due Paesi hanno promesso di approfondire la cooperazione strategica. Kim, quindi, non ha più lo stesso incentivo del 2018 a cercare un compromesso con Washington.
Secondo le fonti citate dal South China Morning Post, il leader nordcoreano potrebbe chiedere in cambio del ritorno al tavolo l’allentamento delle sanzioni e, soprattutto, il riconoscimento americano del suo status nucleare.
