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Politica estera

Trump, show elettorale. “Se vinco, 5mila dollari per ogni americano”

Il tycoon promette un “dividendo” in caso di successo alle elezioni di Midterm. La misura costerebbe mille miliardi. E Vance già frena

President Donald Trump greets supporters as he arrives on the stage at the Republican convention Thursday, Sept. 10, 2026, in Dallas. (AP Photo/Julio Cortez)

«Se i repubblicani vinceranno, vincerete insieme a noi e otterrete 5.000 dollari». Durante uno show di quasi due ore alla Convention del partito a Dallas, Donald Trump lancia un appello alla mobilitazione per mantenere il controllo di Camera e Senato alle cruciali elezioni di midterm di novembre, e di fronte ai sondaggi sfavorevoli, sfodera la promessa dirompente di un lauto compenso. «Fateci finire il lavoro» e ogni americano avrà il «dividendo Trump», assicura, rivelando una proposta che subito scatena un’opposizione bipartisan sull’impatto per i conti pubblici degli Usa, già in difficoltà. Il presidente paragona il dividendo a quello che distribuiscono le aziende di successo agli azionisti, sottolineando come l’unica restrizione è che sia speso negli Usa.

Fate finta che «ci sia il mio nome sulla scheda», ripete quindi il tycoon, facendo leva su temi a lui cari, e tornando ad alimentare l’allarme su quella che definisce un’ondata di comunismo che minaccia gli Stati Uniti. «Diventerà un Paese comunista se vinceranno loro - spiega - Il vostro voto deciderà se il nostro Paese inciamperà ai blocchi di partenza dei prossimi 250 anni o se scatterà in avanti senza mai voltarsi indietro». «Se perdiamo, voi perderete il controllo dei confini, perderete il taglio delle tasse, perderete la vostra sicurezza. Perderete la vostra ricchezza. La nostra Nazione attraverserebbe un inferno e voi vivrete un inferno come è successo appena due anni fa», dice ancora, riferendosi alla presidenza di Joe Biden.

Trump assicura che andrà nei 35 stati americani dove le corse per il Congresso sono più incerte e tornerà in Texas per sostenere Ken Paxton, il suo candidato per il Senato. «È il migliore procuratore generale della storia dello stato», chiosa, attaccando il rivale democratico James e i «dem socialisti». E Trump anticipa pure il suo ritorno per la conclusione della Convention, dopo il discorso principale del vicepresidente JD Vance. La scommessa centrale dei repubblicani è capire se il comandante in capo riuscirà a mobilitare gli elettori a lui personalmente fedeli anche quando non è direttamente in corsa, senza allontanare ulteriormente gli indipendenti ormai disillusi dalla sua presidenza.

Sotto i riflettori, tuttavia, c’è anche Vance: il discorso in prima serata gli offre una delle migliori (e ultime) occasioni, prima delle elezioni di metà mandato, per convincere gli scettici del movimento Maga di possedere il carisma e le doti comunicative necessarie per guidare il partito nella sua prossima era. La posta in gioco politica per il numero due di Trump è alta nei prossimi 54 giorni, un periodo decisivo che decreterà il successo o il fallimento della sua potenziale candidatura alla Casa Bianca nel 2028. «Se le elezioni di metà mandato andranno bene, anzi benissimo, eliminerà gran parte della concorrenza in vista del 2028 - dice a Usa Today Bob Vander Plaats, presidente e Ceo di The Family Leader - Se invece non dovessero andare bene, la porta rimarrebbe spalancata a numerosi rivali».

Intanto, Vance si mostra cauto sul «dividendo Trump» da 5.000 dollari. «Quello che il presidente sta dicendo è che se i repubblicani restano al potere, gli americani riceveranno dei benefit dell’incredibile ricchezza creata», spiega respingendo le critiche di chi ha accusato il tycoon di voler «comprare voti». Il vicepresidente precisa che le risorse non andrebbero ai più ricchi e che i pagamenti potrebbero essere finanziati tramite i ricavi dai dazi.

La misura, secondo le stime preliminari, costerebbe ben più di 1.000 miliardi di dollari, oltre le entrate dalle tariffe.

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