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Politica estera

Una protesta Real. Mbappé e soci coprono la maglia solidale con Ceuta

Tre “blancos” si ribellano. Il 10: “Gesto per chi soffre”. Il club: “Sono liberi”

Real Madrid

Scende in campo il Real Migranti. E la maglia? Non c’è.

In realtà la maglia ci sarebbe, reca la scritta «Todos somos caballas» e serve a sostenere gli abitanti dell’exclave spagnola sulla costa africana investita a fine luglio da una nuova crisi migratoria e da una serie di incidenti. «Caballas», letteralmente sgombri, è il soprannome tradizionalmente attribuito agli abitanti di Ceuta, legato alla storia marinara della città. I giocatori della massima serie spagnola avrebbero dovuto indossare prima di alcune partite del quinto turno della Lica, ma tre giocatori del Real Madrid, Kylian Mbappé, Vinícius Júnior e Ibrahima Konaté, prima dell’incontro di Liga Elche-Real Madrid, disputatosi martedì e poi vinto dagli ospiti per 3-2, la maglietta o non l’hanno indossata, tenendola in mano (Konaté) o l’hanno indossata a metà, sollevata fino a metà petto, in modo da rendere illeggibile il messaggio. Mbappé e Vinicius si sono poi tolti la maglia prima dei saluti tra giocatori e arbitri. Un dettaglio tutt’altro che secondario per i media spagnoli, che hanno dato grande risalto all’episodio: Marca ha parlato di «un fatto grave», mentre il comportamento dei tre madridisti ha rapidamente alimentato discussioni e interpretazioni.

Mbappé ieri ha spiegato in un’intervista ad AS di essere «totalmente solidale con Ceuta e con tutte le vittime» ma ha anche detto di voler «fare un gesto e dedicare un pensiero a tutti gli immigrati che hanno perso la vita e che si trovano anch’essi in condizioni difficili». Il club non ha diffuso comunicati ufficiali e, secondo quanto riferito da Mundo Deportivo, avrebbe cercato di ridimensionare il caso, sostenendo che ogni calciatore è libero di indossare o meno una determinata maglia e nessuno può essere obbligato a farlo. La società ha fatto notare che la maggior parte della squadra ha partecipato all’iniziativa.

La campagna «Todos somos caballas» era stata lanciata l’11 settembre dall’Associazione Valenciana degli Imprenditori, AVE, presieduta da Vicente Boluda, personaggio non esattamente estraneo al mondo madridista: nel 2009 fu infatti presidente ad interim del Real Madrid, nel breve intervallo tra Ramón Calderón e il ritorno di Florentino Pérez. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è manifestare vicinanza alla popolazione e al tessuto economico di Ceuta dopo le difficili settimane vissute dalla città.

Le magliette sono comparse su diversi campi della Comunità Valenciana, fra gli altri in occasione di Levante-Barcellona e Villarreal-Betis. L’adesione, però, non è stata generale. Anche il Barcellona ha scelto di non partecipare all’iniziativa nelle recenti trasferte a Elche e Levante. La campagna aveva già mostrato quanto il tema di Ceuta resti delicato, anche per i suoi inevitabili riflessi nei rapporti tra Spagna e Marocco. Ez Abde, giocatore marocchino del Betis, era stato insultato e minacciato sui social per avere indossato la maglietta.

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