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Quella volta che Maduro bloccò la liberazione di Trentini

Alla fine dello scorso ottobre il presidente venezuelano bloccò tutta l'operazione facendo al governo italiano una richiesta irricevibile

Quella volta che Maduro bloccò la liberazione di Trentini
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Il cooperante italiano Alberto Trentini, liberato ieri dopo 423 giorni di prigionia in Venezuela, avrebbe potuto tornare in Italia già a fine ottobre. Saltò tutto perché il presidente Nicolas Maduro si oppose. Lo rivela Repubblica che ricostruisce il retroscena. Tutto si lega alla vicenda dell'ex ministro venezuelano dell'Industria Alex Saab, imputato in Italia con la moglie per il reato di riciclaggio, che di recente ha patteggiato la pena nel nostro Paese ponendo fine a una vicenda giudiziaria che andava avanti da sei anni. Nel mese di ottobre legata agli imminenti sviluppi del caso Saab si aprì la possibilità per l'Italia di ottenere la liberazione di Trentini, ma intervenne Maduro in persona per bloccare l'operazione.

La trattativa saltò per una ragione molto semplice e per certi versi pretestuosa. L'Italia avrebbe dovuto prendere ufficialmente le distanze dalla Casa Bianca. Non era una richiesta casuale: da alcuni mesi, infatti gli Stati Uniti di Trump avevano messo nel mirino il commercio clandestino di petrolio e il traffico internazionale di droga. Maduro pretendeva che il governo italiano criticasse gli Usa, esattamente come aveva fatto la Francia di Macron, che assumendo una posizione critica verso Washington aveva, guarda caso, ottenuto la liberazione di un proprio prigioniero. Le vite umane, dunque, squallidamente usate da Maduro come merce di scambio.

È stato l'intervento con la forza di Trump a sbloccare tutto, ponendo fine al problema alla radice con la cattura di Maduro da

parte delle forze speciali Usa. Dopo il blitz degli Usa la Farnesina aveva immediatamente chiesto al segretario di Stato Marco Rubio di far liberare i prigionieri italiani, tra cui Trentini. Liberazione finalmente avvenuta.

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