«Peccato che Osama Bin Laden non sia vissuto abbastanza: sarebbe stato un ottimo consigliere nel governo italiano». L’ultima bordata contro l’esecutivo di Roma, scagliata ieri via Telegram dalla Russia, arriva dalla portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. Non una novità, gli strali sul nostro Paese, che non indietreggia sul sostegno alle difese di Kiev, anche sul piano militare. Ancora una volta, ecco dunque un segno di irritazione degli apparati russi, condito da una provocazione-choc. Bersaglio preciso: Guido Crosetto. «Non c’era nessuno di valido in Italia che potesse consigliarlo?».
Il ministro della Difesa italiano, in un’intervista a Repubblica, aveva appena rivelato di aver offerto un lavoro da consigliere all’omologo ucraino uscente, Mykhailo Fedorov, rimosso dall’incarico da Zelensky per un rimpasto di governo dovuto a dinamiche elettorali. Proprio a Fedorov si deve l’avanzamento tecnologico delle difese gialloblù che hanno dato filo da torcere ai russi grazie a una trasformazione digitale dell’Ucraina tale da permettere
ai droni di colpire infrastrutture e siti di foraggio all’invasione anche dentro la Federazione.
Dieci giorni fa, salutando il governo via social, Fedorov citava alcuni risultati della sua azione: dal blocco dei sistemi Starlink per le forze russe ad altre scelte che hanno annichilito la logistica russa in Crimea, fino a una riforma militare dimostratasi efficace al punto che Zelensky, per averlo licenziato, è stato contestato per giorni nelle piazze di Kiev e di altre città ucraine, dove sventolano ancora cartelli a sostegno dell’ormai ex ministro della Difesa 35enne, su cui pure l’Ue ha sempre contato per le iniziative legate all’industria dei droni che dovrebbero proteggere i cieli Ue. Crosetto ha quindi rivelato di averlo chiamato il giorno dopo la rimozione, una decina di giorni fa. «Un amico» ha spiegato: «Quando vuoi venire a Roma a collaborare con me come advisor?», l’offerta svelata.
Non solo politica e diplomazia. Anche sul calcio cala l’ombra del conflitto fra Russia e Ucraina. L’Italia è infatti a caccia del nuovo ct della Nazionale dopo la risposta negativa di Pep Guardiola. In pole
position torna Andrea Pirlo, che deve però liberarsi dei contratti in essere, calcistici e non, per arrivare alla firma. Eppure cresce il partito degli scettici e dei critici tout court, per la possibile scelta, voluta dal dt, Paolo Maldini, e dall’advisor Leonardo. A far discutere media e politica, oltre che gli imperdibili social, è il fatto che Pirlo da circa un anno risulta essere ambasciatore nel mondo di Fonbet, prima agenzia di scommesse in Russia. L’azienda ha presentato l’ingaggio del campione italiano come prova che, nonostante le sanzioni dell’Europa verso Mosca, Putin non si sente isolato ed è per lui ancora possibile coinvolgere icone dello sport globale. Già lo scorso maggio, dopo la visita di Pirlo in Russia per presenziare al Football Day organizzato dal brand, la sua presenza sollevò accese reazioni di osservatori e atleti internazionali che hanno criticato duramente la scelta di presenziare all’evento.
