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Politica internazionale

11 settembre, Meloni: “Attacco al mondo libero”. “Tajani: “Non bisogna abbassare la guardia”. Salvini: “Il giorno in cui il mondo cambiò per sempre”

Nel 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre, la politica italiana ricorda le vittime e richiama l’Occidente alla vigilanza contro una minaccia terroristica che continua a colpire in diverse aree del mondo

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A 25 anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, il governo italiano sa come rendere omaggio all’accaduto.

Giorgia Meloni in un post social ha scritto: “11 settembre. 25 anni fa il terrorismo non attaccò soltanto il cuore degli Stati Uniti, ma tutto il mondo libero. Un mondo libero che seppe unirsi e restare saldo nella consapevolezza di ciò che rappresenta. L’anniversario di oggi ci ricorda che la democrazia e la sicurezza non sono conquiste scontate. Sono pilastri della nostra civiltà, che abbiamo il dovere di preservare insieme. L’Italia è stata e continuerà a stare al fianco dei suoi alleati nella lotta al terrorismo, nel solco della difesa dei valori che uniscono le nostre Nazioni. Il nostro pensiero commosso, oggi come allora, va alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e alle loro famiglie. Non dimentichiamo.

Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani invita a mantenere alta la guardia contro il terrorismo. In un videomessaggio diffuso in occasione dell’anniversario, Tajani ha ricordato l’attacco subito dagli Stati Uniti e sottolineato la risposta dell’Occidente.

“25 anni fa il terrorismo jihadista portava l’attacco più violento della storia degli ultimi anni all’Occidente”, ha detto il ministro. “L’Occidente ha saputo reagire e sconfiggere il terrorismo. Ha vinto la libertà contro l’odio, la violenza e la morte, ma non bisogna mai abbassare la guardia”.

Per Tajani, il ricordo dell’11 settembre deve continuare a rappresentare un monito nella lotta al terrorismo “in tutte le sue forme”. La necessità, ha spiegato, è quella di intervenire anche per prevenire il rischio che nuove minacce possano svilupparsi nelle aree dove il terrorismo continua ad attecchire.

L’allarme sulle aree dove attecchisce il terrorismo

Il ministro ha indicato in particolare l’Africa subsahariana e la Somalia tra le aree alle quali prestare attenzione. “Dobbiamo prevenire, dobbiamo contrastare qualsiasi azione che parta dai luoghi dove il terrorismo sta attecchendo: penso all’Africa subsahariana, alla Somalia”, ha affermato Tajani.

Nel suo intervento il titolare della Farnesina ha collegato il tema della sicurezza anche al contrasto all’immigrazione irregolare, richiamando il rischio di possibili infiltrazioni terroristiche in Europa.

“Dobbiamo impedire che anche attraverso l’immigrazione irregolare si infiltrino terroristi che possano colpire l’Europa”, ha dichiarato.

“Lavorare per la pace” contro violenza e odio

Nel videomessaggio Tajani ha infine richiamato la necessità di lavorare per la pace come strumento per contrastare violenza e odio. Un impegno che, secondo il ministro, deve essere sostenuto dalla coesione dell’Occidente.

Poi è il turno di Matteo Salvini, che si stringe attorno al ricordo di quella terribile giornata: “Ricordiamo tutti dove eravamo quell’11 settembre 2001. Io ero in via Bellerio, nella sede della Lega. Ricordiamo il cielo azzurro, il fumo, le immagini che sembravano un film finche abbiamo capito che era tutto drammaticamente reale. Le persone che scappavano, quelle che correvano dentro per salvarne altre, gli eroici pompieri, quelle che si gettavano nel vuoto dai grattacieli pur di sfuggire alle fiamme. Quel giorno il fanatismo islamista colpi al cuore l’America e dichiaro guerra all’Occidente, come sempre e accaduto nel corso dei secoli, assassinando 2977 innocenti”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, commemorando l’attacco alle Torri Gemelle. “Oriana Fallaci, con la sua straordinaria lucidita, comprese gia allora, prima di molti altri, la matrice ideologica di quell’odio e il pericolo dell’Islam politico. Fu attaccata, minacciata, offesa, isolata. Proprio come la Lega da anni. Ma aveva drammaticamente ragione - aggiunge -. Non possiamo dimenticare quel giorno, in cui il mondo cambiò per sempre. E, con esso, la vita di tutti noi. Oggi commemoriamo le vittime e gli eroi dell’11 settembre. A venticinque anni di distanza, il terrorismo e il fanatismo islamista rimangono la piu grande minaccia all’Occidente e alle nostre liberta. Hanno provato a conquistarci con le guerre, con le spade, con gli attentati, con il terrore, con i figli. Combatterli e un dovere. Con ogni mezzo necessario. Se serve, anche da soli. Viva la Liberta”, conclude.

Anche Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica lancia il suo messaggio: “L’11 settembre 2001 non è soltanto una data, ma una ferita indelebile nella memoria del mondo. A venticinque anni da quella terribile giornata, il nostro pensiero torna alle migliaia di vittime innocenti degli attentati terroristici, alle loro famiglie e a tutto il popolo americano, colpito al cuore da una violenza cieca e disumana”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica nel 25mo anniversario degli attacchi terroristici ricordando “anche con profonda riconoscenza quanti, in quelle ore drammatiche, sacrificarono la propria vita nel tentativo di salvarne altre: vigili del fuoco, forze dell’ordine, soccorritori e tutti coloro che, con coraggio e senso del dovere, non esitarono a mettere a rischio la propria esistenza”." Quella tragedia segnò profondamente la nostra epoca e mostrò al mondo intero la minaccia rappresentata dal terrorismo jihadista e dal fanatismo ideologico. Il tempo trascorso non attenua la memoria di quanto accadde, né può farci dimenticare il valore della libertà, della democrazia e della convivenza tra i popoli. Nel ricordo delle vittime dell’11 settembre, rinnoviamo dunque il nostro fermo impegno contro ogni forma di terrorismo e fanatismo e riaffermiamo la necessità di difendere quei valori di libertà e democrazia che i terroristi vollero colpire. La memoria - conclude La Russa - deve continuare a essere, anche per le nuove generazioni, uno strumento di consapevolezza e un monito a non abbassare mai la guardia di fronte alla violenza e all’odio".