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Politica internazionale

Conte trascina la Schlein al cinema per “Naza”

La proiezione insieme. E Grillo brinda con i cinesi all’ambasciata di Pechino

All'«Adriano» Angelo Bonelli con Elly Schlein prima della proiezione del film Naza a Roma

Roma, lunedì sera. Conte è al cinema Adriano. Grillo è entrato da poco all’ambasciata cinese, distante tre chilometri in linea d’aria, che nel campo largo è esplosiva. Conte, assieme a Bonelli e Fratoianni come specificato nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa del Movimento 5Stelle ha organizzato la proiezione del docufilm «Naza», che tratta gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Tra le agenzie di stampa poi compare una sottolineatura: «Elly Schlein è stata invitata». Ma andrà? Al Giornale il portavoce della segretaria, Flavio Alivernini, risponde: «Lei va». L’ex premier ha provato la trappola. Se Schlein non fosse andata si sarebbe autoesclusa e avrebbe perso ulteriormente la presa su una coalizione già a pezzi. Conte, con la sponda di Avs, ogni giorno prova a mettere in difficoltà la dem. Le guerre, il riarmo e la politica estera sono il terreno migliore, dato che il Pd è diviso in diversi rivoli. Intanto Grillo, che durante il podcast di Fedez aveva fatto capire che con la politica aveva un conto in sospeso quello con Conte a cui vuole sfilare anche il simbolo è al ricevimento coi rappresentanti di Pechino, vecchia passione di Beppe Mao, ma invero pure di Conte, che sogna di riaprire la sua via della seta. Bonelli, il quale si vede già ministro film tragicomico è tra i primi ad arrivare al cinema: «Andremo al governo, riconosceremo lo Stato di Palestina, le sanzioni saranno applicate al criminale Netanyahu. Vogliamo che la Corte penale internazionale condanni e sanzioni i crimini contro l’umanità che ha compiuto Israele». Nel frattempo Grillo, mangiati gli involtini primavera, pensa all’incontro con alcuni suoi ex parlamentari e dirigenti. Alloggia all’hotel Forum, suo quartier generale romano. È qui probabilmente che già oggi passerà in rassegna le truppe, che scalpitano per tornare in pista sebbene il progetto non sia ancora chiaro. Elly prima di entrare in sala parla della sentenza su Giulio Regeni: «È un faro di speranza, non ci può essere l’impunità, è una giornata emozionante che viene dopo dieci anni di battaglia per la verità. Nessuno potrà mai più negare la responsabilità del regime egiziano di Al-Sisi». Ecco Conte: «Abbiamo deciso subito da che parte stare e abbiamo pensato che fosse un dovere prendere posizione e oggi anche approfondire». Conte ha trascinato Elly al cinema. Elly ti presento Giuseppe. Per i pop-corn c’è tempo. Per le primarie un po’ meno.