Un messaggio di posta elettronica, a volte, pesa quanto un meteorite. Basta a bloccare un aereo sulla pista, a cacciare i cronisti in strada, a ibernare una diretta televisiva prima ancora della sigla. L’Europa ha aperto gli occhi con gli scali aerei che tremano ancora e le sue tv messe all’angolo da un ricatto invisibile. Cambiano i bersagli, ma la regia è sempre la stessa: la chiamata anonima, il fuggi-fuggi generale, le sirene che sventrano il traffico, il controllo spasmodico degli angoli bui, l’attesa che logora i nervi. E infine quel ritorno alla normalità che poggia sempre su un piede solo, in bilico sul prossimo squillo.«Prese di mira le infrastrutture civili, la situazione deve preoccupare» ammette la premier Giorgia Meloni.Questa volta il centro della rappresentazione è Dublino. Alle 8,33 un messaggio raggiunge RTÉ, l’emittente pubblica irlandese. Il testo annuncia la presenza di un ordigno e concede 45 minuti prima dell’esplosione. Gli edifici vengono evacuati, il personale abbandona le redazioni, la polizia arriva con le unità specializzate e i cani addestrati alla ricerca di esplosivi. La televisione ricorre a un palinsesto preregistrato, la radio cambia pelle, la diretta si interrompe. Anche gli uffici dell’Irish Independent, nel cuore della capitale. Fuori dalle sedi di Newstalk e Today FM si ripete la medesima scena. Virgin Media riceve una comunicazione analoga, ma decide di non interrompere le trasmissioni, seguendo le proprie procedure di sicurezza. A Sofia viene evacuata la redazione di Nova TV, nel Regno Unito quella di Sky.Nei cieli la giornata non è più tranquilla. Le compagnie aeree continuano a ricevere minacce, gli aeroporti attivano le procedure di emergenza, alcuni aerei vengono sottoposti a controlli e altri devono modificare i programmi. Giovedì erano stati coinvolti 27 voli, con l’’ntervento di caccia militari. Ieri sono stati interessati una dozzina. Coinvolti, tra gli altri, un Ryanair sulla rotta Roma-Lisbona, atterrato nello scalo portoghese, e un Wizz Air da Praga a Roma, deviato a Venezia. Da Bruxelles, il commissario europeo ai Trasporti Tzitzikostas invita le autorità nazionali a coordinarsi con aeroporti, compagnie aeree e forze dell’ordine, organizzando per la prossima settimana un summit con esperti di sicurezza. L’emergenza, però, va oltre il trasporto aereo: le minacce possono propagarsi, trasformando la routine in emergenza.Ed è qui che Dublino assume un significato particolare. Non è soltanto una delle città coinvolte nelle segnalazioni: è anche la capitale che, fra pochi giorni, diventerà il centro della diplomazia continentale. L’Irlanda guida infatti il semestre di presidenza del Consiglio Ue fino al 31 dicembre 2026. Il 12 novembre ospiterà il nono vertice della Comunità politica europea, con decine di leader del continente. Il giorno successivo arriveranno i capi di Stato e di governo dei 27 Paesi dell’Unione per una riunione sulle priorità strategiche.Il Convention Centre, affacciato sul Liffey, sarà l’epicentro degli incontri. E allora la coincidenza smette di sembrare tale, trasformandosi in un intreccio che accresce il peso di quanto sta accadendo.«Questo è solo l’inizio», si legge in una mail inviata a diverse testate giornalistiche.

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