Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:02
In evidenzaAggiornato alle ore 11:02
Politica internazionale

Altra eurofollia sugli affitti brevi: stop nelle zone a stress abitativo

Il blocco scatta se il prezzo medio delle abitazioni supera otto volte il reddito disponibile. FdI, Lega e Fi contrarie: “Proposta da ritirare, giù le mani dalla proprietà privata”. Appalti, nuove regole Ue

Nella foto d'archivio, un blitz contro gli affitti brevi del comitato Salviamo Firenze, durante il quale sono state coperte le pulsantiere di decine di palazzi storici del centro, con un adesivo con una croce rossa: Salviamo Firenze per viverci, Firenze 9 Novembre 2024. ANSA + NO SALES - EDITORIAL USE ONLY + NPK

La Commissione Ue presenta la stretta sugli affitti brevi (Affordable Housing Act) e prova a rassicurare: nessun divieto generalizzato, nessuna imposizione agli Stati, pieno rispetto della sussidiarietà. Ma dietro le parole resta una novità pesante: Bruxelles crea per la prima volta un quadro giuridico comune che consente alle autorità locali di limitare le locazioni turistiche nelle aree considerate sotto «stress abitativo». La proprietà privata viene nuovamente scavalcata dai regolamenti europei.

Il commissario all’Edilizia abitativa Dan Jørgensen difende la scelta. «In molte città la situazione è fuori controllo. Gli affitti brevi sono anche una cosa positiva, però quando portano ad una situazione in cui le persone devono abbandonare il proprio quartiere perché tutti gli alloggi sono dedicati agli affitti brevi e queste aree si trovano sotto pressione abitativa, credo che sia legittimo intervenire», ha dichiarato. La Commissione, ha precisato, «non sta imponendo obblighi»: le proposte «non sono obbligatorie» ma si permette agli Stati «di elaborare i propri strumenti».

È proprio questo il punto contestato dalla proprietà immobiliare. Il parametro principale per individuare le aree sotto pressione è un rapporto tra prezzo medio delle abitazioni e reddito disponibile pari almeno a otto. Sopra quota dieci la soglia viene considerata già sufficientemente significativa. In queste zone le autorità potranno introdurre restrizioni sulle locazioni brevi, senza esporsi ai ricorsi fondati sulle regole del mercato interno e sulla direttiva Servizi.

«Si tratta di un provvedimento inaccettabile», attacca il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa. «Inutile giocare con le parole, non prendiamoci in giro e guardiamo alla sostanza», aggiunge. La proposta, sostiene, «pretende di attribuire a non meglio precisate autorità competenti nei vari Paesi il potere di vietare la compravendita di immobili e di utilizzarli per locazioni di breve durata», con una «smaccata violazione della libertà contrattuale e del diritto di proprietà». Da qui il nuovo appello alle forze politiche: «Si adoperino per scongiurare l’approvazione di questo provvedimento liberticida».

Il centrodestra conferma l’appoggio. Carlo Fidanza, Antonella Sberna e Denis Nesci, per Fratelli d’Italia-Ecr, accusano la Commissione di «limitare i diritti di proprietà» e di invadere le competenze degli Stati membri. Il rischio, sostengono, è che «la risposta sia ideologica e basata sui divieti», riducendo «ulteriormente l’offerta abitativa, scoraggiando gli investimenti e rendendo le abitazioni ancora meno accessibili». Forza Italia chiede di «ritirare, o ripensare radicalmente, la proposta». Per Marco Falcone, «la crisi abitativa si affronta aumentando l’offerta e gli investimenti, non introducendo nuove restrizioni». La Lega sintetizza la propria posizione così: «Giù le mani dalle case degli italiani».

Non ci sono solo cattive notizie. La Commissione ha varato una riforma degli appalti pubblici volta a sostenere l’industria europea, innovazione, sicurezza economica e filiere meno dipendenti dall’estero. Nel regolamento generale il «Buy European» sarà facoltativo e diventerà obbligatorio solo in alcuni settori strategici, dalle clean tech al cloud, all’intelligenza artificiale e ai medicinali critici.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.