Scintille a Di Martedì tra il giornalista Antonio Padellaro e l’ex senatore Pier Ferdinando Casini. Il ciclone Trump si è abbattuto sull’Europa e ha avuto un impatto così decisivo da dividere la maggior parte degli opinionisti italiani, perfino quelli che – per certi versi – appartengono alla stessa radice culturale. Questo è quanto accaduto nello studio di La7 durante DiMartedì, la trasmissione di approfondimento politico condotta da Giovanni Floris.
La mediazione Usa. Stop agli attacchi nel Mar Nero. Lo sgarbo sul granoL’oggetto del contendere è presto detto. Da una parte la pace in Ucraina, che rimane una matassa difficile da sbrogliare. Dall'altra, invece, i continui colloqui tra l'amministrazione americana e quella russa. Il giornalista del fatto, pur essendo contrario alla politica di Trump, elogia l'operato del nuovo inquilino della Casa Bianca. “Trump ha la mia disistima ma per 3 anni il governo Biden e i governi europei non sono mai stati capaci di mettere l’Ucraina e la Russia”, esordisce Padellaro. Che poi incalza Casini: “Perché guardi solo questi mesi e non i tre anni precedenti dove non si è fatto nulla?”, esordisce senza tanti giri di parole la firma del giornale diretto da Marco Travaglio.
Da qui la replica di Casini che dissente da Padellaro e difende sia l'operato dell'amministrazione americana democratica sia l'operato per nulla fruttuoso dell'Unione europea. “Tu non capisci un punto fondamentale”, risponde Casini. E Floris scherza sul gioco di parole: “Temevo altro”.“Se oggi si parla di tregua – continua Casini - è perché dopo 3 anni la resistenza dell’Ucraina ha preso l’80% del Donbass e l’Ucraina ora ha bisogno della pace e noi ora dobbiamo partecipare e fare partecipare l’Ucraina a questa pace”. Lo scontro tra i due diventa molto aspro. “Ma l’Ucraina sta partecipando ai colloqui”, risponde legittimamente Padellaro. Floris è costretto a fermare tutto e cambiare argomento.
