Politica internazionale
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Il Presidente degli Stati Uniti ha dato il via a Davos al Board of peace per Gaza con la firma ufficiale del trattato internazionale. Con Trump firmano i rappresentanti di Turchia, Argentina, Israele, Egitto, Qatar, Turchia, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam. WhiteHouse (Alexander Jakhnagiev)
“Più tardi incontrerò il presidente Zelensky. Credo che ora siano arrivati a un punto in cui possono riunirsi e concludere un accordo. E se non lo fanno, sono stupidi. Questo vale per entrambi. E so che non sono stupidi. Ma se non lo fanno, sono stupidi. Quindi non voglio insultare nessuno, ma devi portare a termine questo accordo. Troppe persone stanno morendo. Non ne vale la pena”. Lo ha detto Trump a Davos. Wef (Alexander Jakhnagiev)
Che Donald Trump non si fidi di noi non solo è logico, infatti, ma è cosa buona e giusta. Chiunque di fronte a un alleato così farebbe come lui
Gli Anni di piombo, il Libano e l'Irak. E le spie di Chávez in Vaticano
La premier a Porta a Porta: "Problema di comunicazione. Lo scontro danneggia tutti"
La sinistra scommetteva sul caos. Il solito piano di Vannacci
La sera prima alla cena di gala lo strappo tra la Lagarde e il segretario Lutnick
Un accessoro da 650 euro per il problema (benigno) agli occhi. E il titolo viene sospeso per eccesso di rialzo
La premier a Porta a Porta: "Aperti, disponibili e interessati alla proposta per il Medio Oriente. Ma ci sono elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione". E su Putin: "Nel multilateralismo al tavolo anche persone distanti"
Meloni con la premier giapponese Takaichi ha usato le bacchette a tavola, poi Takaichi in un video sui social ha assaggiato i cachi secchi di Fukushima con la forchetta. Ecco le immagini. (Alexander Jakhnagiev)
"Certi posti in Europa non sono nemmeno riconoscibili. Amo l'Europa e voglio che vada bene ma non sta andando nella giusta direzione. Stanno importando popolazione da terre lontane, la stessa strategia che seguiva Sleepy Joe Biden", lo ha detto Donald Trump a Davos. Wef (Alexander Jakhnagiev)
"E' ottimo essere qui e salutare molti amici e qualche nemico. In un anno abbiamo raggiunto fantastici successi impensabili con Sleepy Joe Biden, c'è stato un boom dell'economia, l'esplosione degli investimenti, la crescita dei redditi e la sconfitta dell'inflazione". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel suo intervento al World Economic Forum di Davos. Wef (Alexander Jakhnagiev)
Howard Lutnick contestato dopo le parole sulla Groenlandia. Imbarazzo tra i big della finanza, Lagarde lascia la sala in anticipo
"La Cina è la benvenuta, ma ciò di cui abbiamo bisogno sono più investimenti diretti esteri cinesi in Europa, in alcuni settori chiave, per contribuire alla nostra crescita, per trasferire alcune tecnologie, e non solo per esportare verso l’Europa, alcuni dispositivi o prodotti che a volte non hanno gli stessi standard, o sono molto più sovvenzionati, di quelli che si producono in Europa. Non si tratta di protezionismo, si tratta semplicemente di ripristinare condizioni di parità e di proteggere il nostro settore". Lo ha detto Macron a Davos. Wef (Alexander Jakhnagiev)
"A volte l'Europa è troppo lenta, certo, e ha bisogno di essere riformata, ma è prevedibile, leale, un luogo in cui sai che le regole del gioco sono solo lo Stato di diritto. Dobbiamo correggere gli squilibri globali. Abbiamo bisogno di più crescita e più stabilità. Preferiamo il rispetto ai bulli e preferiamo lo Stato di diritto alla brutalità. Siete i benvenuti in Europa e siete più che benvenuti in Francia", lo ha detto Macron al Forum di Davos. Wef (Alexander Jakhnagiev)
"Le potenze medie devono agire insieme perché se non siamo al tavolo, siamo nel menù. Le grandi potenze, per ora, possono permettersi di fare da sole. Hanno le dimensioni del mercato, la capacità militare e la capacità di dettare le condizioni. Le potenze medie no. Ma quando negoziamo solo bilateralmente con un egemonia, negoziamo dalla posizione di debolezza. Accettiamo ciò che viene offerto. Facciamo concorrenza tra noi per essere i più accomodanti. Questa non è sovranità. È l'esercizio della sovranità accettando la subordinazione. In un mondo di rivalità tra grandi potenze, i Paesi nel mezzo hanno una scelta. Competere tra loro per ottenere favori o combinarsi per creare un terzo percorso.". Così il Primo ministro del Canada Mark Carney, intervenendo al Forum economico mondiale di Davos Wef (Alexander Jakhnagiev)
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