Un neurochirurgo e un anestesista rianimatore del Policlinico Agostino Gemelli di Roma sono arrivati nella notte a Cuba per affiancare i medici che stanno assistendo Alessandro Di Battista, ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana.
I due specialisti hanno raggiunto la capitale cubana per valutare il quadro clinico dell’ex deputato 5 stelle, confrontarsi con l’équipe locale e contribuire a stabilire quali siano le possibilità per le prossime ore, compresa quella di un eventuale trasferimento in Italia.
Al momento, però, Di Battista non sarebbe nelle condizioni di affrontare un lungo viaggio. Resta quindi sospesa l’ipotesi del rientro con il volo sanitario di Stato messo a disposizione dal governo italiano. Prima di ogni decisione dovranno essere i medici a stabilire se e quando il trasferimento potrà essere affrontato in sicurezza. A proposito è intervenuto il vicepremier Tajani: «Stiamo lavorando per farlo rientrare», ha sottolineato.
A fare il punto, con un appello alla prudenza, è stato anche il collega e amico Andrea Scanzi, che sui social ha chiesto di rispettare la privacy di Di Battista e della sua famiglia. «Non siate pettegoli e finitela di chiedere dettagli su come stia Alessandro», ha scritto il giornalista. «Esiste una cosa che si chiama privacy e tutti noi scriviamo solo e soltanto quello che Alessandro e la sua famiglia vogliono che venga scritto». Poi una rassicurazione sulle condizioni dell’amico: «È lucido, ci/vi legge e non molla. Non molla mai».
Scanzi ha affrontato anche il tema del volo di Stato, contestando le polemiche nate intorno all’ipotesi di un rientro con un aereo messo a disposizione dal governo. Di Battista riceverà «lo stesso identico trattamento che riceverebbe qualsiasi altro connazionale». Ha poi richiamato la coerenza dell’ex parlamentare, spiegando che, se fosse costretto a scegliere tra un volo di Stato e i propri principi, «sceglierebbe la seconda strada».
Di Battista venerdì scorso, mentre si trovava a Santa Clara, ha accusato un malore preceduto da un forte mal di testa. Ricoverato in un ospedale della città, per alcune ore è rimasto incosciente. In seguito ha ripreso conoscenza ed è stato trasferito in ambulanza all’Avana, dove è arrivato circa 24 ore dopo. All’Hermanos Ameijeiras è stato sottoposto ad accertamenti più approfonditi, tra cui una Tac con contrasto, e a visite specialistiche.
Le informazioni disponibili lo descrivono come vigile e in grado di comunicare con l’esterno, ma il quadro resta grave e non è stata ancora resa nota una diagnosi definitiva.
Nel frattempo, all’Avana è arrivata la compagna Sahra Lahouasnia, madre dei due figli di Di Battista, mentre familiari e amici gli sono rimasti accanto. La presenza dei due specialisti italiani dovrà ora servire anche a valutare la sua trasportabilità e le possibili mosse. Scanzi ha inoltre rivolto un ringraziamento alle istituzioni italiane che si sono mobilitate per seguire la vicenda, citando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Un ringraziamento esteso anche a Giuseppe Conte e al Movimento Cinquestelle.
Resta ora da capire quale sarà l’evoluzione del quadro clinico. I medici italiani e quelli cubani dovranno valutare insieme gli accertamenti effettuati e le condizioni generali di Di Battista. Solo sulla base di queste valutazioni sarà possibile stabilire se e quando potrà essere affrontato un eventuale rientro in Italia.
