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Politica internazionale

Extraprofitti petroliferi, la presidenza irlandese apre all'Italia

Fonti di Palazzo Chigi: “Un intervento europeo garantisce maggiore qualità”

Spiraglio sulla proposta del Governo italiano di mettere a punto un intervento coordinato a livello europeo per alleggerire il costo dei carburanti tassando le società petrolifere. «I governi di tutta Europa prestano giustamente grande attenzione agli sviluppi sui mercati dell’energia e al loro impatto sulle famiglie, sulle imprese e sull’economia nel suo complesso. Il vicepremier e ministro delle Finanze, discuterà con i colleghi ministri europei il modo più appropriato per dare seguito alle questioni sollevate nella loro lettera», ha detto il portavoce della presidenza irlandese di turno al Consiglio Ue facendo riferimento alla richiesta inviata da sei Paesi, tra cui l’Italia, di individuare un quadro comune per tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere.

«Un intervento coordinato a livello europeo è l’unico strumento in grado di garantire equità e neutralità competitiva: facendo contribuire in egual misura tutte le aziende petrolifere ed energetiche che operano nel mercato unico Ue, si evita di creare discriminazioni commerciali e si protegge la competitività del sistema industriale nazionale», hanno ribadito fonti di Palazzo Chigi, spiegando che l’Italia continua a portare avanti con determinazione la propria iniziativa su questo tema, «promuovendone la discussione a livello europeo». E questo nonostante Bruxelles abbia detto che l’introduzione di un prelievo fiscale sarebbe competenza dei singoli governi nazionali. «Non una censura o un rigetto delle posizioni italiane», spiega una fonte governativa. «La lettera inviata dall’Italia (insieme ad altri cinque Paesi dell’Unione europea) il 22 agosto è un documento indirizzato alla presidenza di turno irlandese nell’ambito della filiera in sede Ecofin. Si tratta perciò di un’iniziativa politica pensata per aprire un confronto diretto e un dibattito tra i ministri delle Finanze dei Paesi membri. La Commissione non è dunque il destinatario di un’istanza formale di valutazione, ma la discussione attiene al dialogo politico sovranazionale tra Stati membri».

Intanto a Piazza Affari, l’incertezza sul tema ha acceso i riflettori sul settore. «Riteniamo che l’assenza di un framework europeo aumenti il rischio regolatorio in Italia su possibili interventi che includono anche il settore utilities», scrivono gli analisti di Equita secondo cui «possibili interventi del Governo (che si è già mosso con il Dl Bollette) sarebbero dannosi per il sistema in termini di aumento della rischiosità percepita sul settore e di aumento del costo del capitale con possibile freno sugli investimenti programmati». L’impatto del Dl Bollette è stato negativo per diverse utility del settore e, in particolare, ha pesato per 1,2 miliardi su Enel.

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