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Politica internazionale

Fatwa contro il Giornale

La solidarietà convinta del centrodestra al “Giornale”. Operazione contro la criminalità giovanile: arrestati 644 ragazzi

Tommaso Cerno in occasione della presentazione del programma RAI �2 di picche�, Milano, 05 ottobre 2026 ANSA / MATTEO BAZZI

Il direttore del Giornale Tommaso Cerno, da tempo nel mirino dei fanatici islamisti, anche nelle ultime ore ha ricevuto minacce. Una vera fatwa, di chi lo accusa di essere un «infedele». Lui risponde con un post pubblicato su X: «Minacce quotidiane ma andiamo avanti.

Perché il Corano non è la Costituzione. Se non fermiamo l’islamismo che ha preso in mano la sinistra e i nostri diritti finiremo come polli visto che il maiale già ce l’hanno vietato perfino a scuola. È il vero pericolo che corriamo».

A Cerno è arrivata la solidarietà da esponenti di governo, come i ministri Giuseppe Valditara e Francesco Lollobrigida, e dai vertici di Fdi, Fi e Lega. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa: «Piena e convinta solidarietà al direttore Tommaso Cerno per le nuove minacce di matrice islamista ricevute. Nessuna intimidazione, nessuna minaccia può far arretrare il diritto di informare, di esprimere liberamente le proprie idee e di denunciare ciò che si ritiene giusto». Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana: «La mia solidarietà al direttore Tommaso Cerno e a tutta la redazione.

Condanno fermamente ogni tentativo di intimidazione. La libertà di stampa è un presidio democratico fondamentale».

E il senatore di Iv, Ivan Scalfarotto: «Solidarietà a Tommaso Cerno. La libertà di espressione in democrazia è un pilastro fondamentale, certi soggetti farebbero bene a ricordarsene».

Mentre il presidente della Sicilia, Renato Schifani: «Solidarietà a Tommaso Cerno, destinatario dell’ennesima minaccia di matrice islamista, accompagnata da una nuova fatwa. Le minacce e le intimidazioni sono inaccettabili. La libertà di stampa e di espressione non si negozia e non può essere messa a tacere da alcuna forma di estremismo». Non solo. Anche il primo dirigente di polizia Angelo De Simone, ferito in piazza durante gli scontri in centro a Milano del 17 e 18 ottobre, ha ricevuto una lettera - firmata che dice: «Un vero peccato che non le abbiano spaccato la testa a metà, che non l’abbiano ridotta in stato comatoso, possibilmente profondo, con lesioni permanenti». L’odiatore conclude: «Con tutto il risentimento, il rancore e l’odio possibile auguro a Lei ed ai suoi uomini di mer... di crepare tra i peggiori tormenti». Mentre ieri mattina una mail ha fatto scattare l’allarme in decine di scuole in tutta Italia. I messaggi sono arrivati ai dirigenti scolastici, annunciando ordigni negli istituti. Sono stati attivati i protocolli di sicurezza e le verifiche. Gli allarmi si sono poi rivelati falsi.

Nelle ultime due settimane la polizia ha concluso una operazione su scala nazionale contro la criminalità giovanile. Sono stati arrestati 575 maggiorenni e 69 minorenni, denunciati 1.695 giovani, di cui 373 under 18. Controllate 236.138 persone, tra loro 23.060 minori. I reati contestati sono crimini contro la persona, contro il patrimonio e di droga, ricettazione, possesso di armi e strumenti atti a offendere. Sorvegliati speciali sono i social: sono stati monitorati 1.115 profili. In Lombardia, dopo le devastazioni del 17 e 18 ottobre, i controlli si sono concentrati nelle province di Como, Cremona, Milano, Monza e Brianza. Dall’analisi delle chat sono emersi, spiega una nota, «elementi decisivi relativi all’organizzazione e al coordinamento dei disordini». Sono state eseguite perquisizioni e sono stati sequestrati armi, ordigni esplosivi, sostanze stupefacenti. «Il mio apprezzamento e la mia gratitudine alla polizia di Stato - dichiara la premier, Giorgia Meloni - per la vasta operazione. Lo Stato c’è e continuerà ad agire con determinazione».

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