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Politica internazionale

Germania, terremoto AfD: cosa vuole e quali sono i punti principali del programma

Nata nel 2013 contro l’euro, l’Alternative für Deutschland è diventata la principale forza della destra radicale tedesca. Ecco cosa propone il partito che in Sassonia-Anhalt ha asfaltato i concorrenti

Non è più soltanto il partito della protesta. E non è più nemmeno una forza confinata ai margini del sistema politico tedesco. Il risultato ottenuto in Sassonia-Anhalt segna un salto di qualità per Alternative für Deutschland, l’AfD: una formazione nata poco più di tredici anni fa come partito euroscettico e progressivamente trasformata in una forza nazional-conservatrice radicale, oggi capace di contendere alla Cdu il ruolo di principale riferimento politico in una parte consistente della Germania.

Ma che cos’è l’AfD? E soprattutto: che cosa vuole fare se arrivasse al governo? Il programma approvato per le elezioni federali del 2025 offre una risposta molto precisa. Immigrazione e sicurezza occupano un posto centrale, ma il progetto politico dell’AfD è assai più ampio: riguarda l’Europa, l’euro, l’energia, il clima, il welfare, la famiglia, la politica estera e il rapporto con la Russia. Cosa pensa l’AfD, cosa vuole e come lo si evince anche nel manifesto di Magdeburgo, votato ad aprile. 156 pagine, divise in 16 capitoli con 302 misure ove non mancano i codici e i temi culturali cari alla storia nazista.

Da partito anti-euro a forza radicale

L’AfD nasce nel 2013, in piena crisi dell’eurozona. Il suo nucleo originario è formato soprattutto da economisti e conservatori contrari alla gestione europea della crisi del debito e ai salvataggi finanziari dei Paesi in difficoltà.

Negli anni successivi, però, il partito cambia profondamente pelle. La questione europea rimane, ma al centro della sua identità entrano sempre più immigrazione, identità nazionale, sicurezza e opposizione al multiculturalismo. Il risultato è una formazione che oggi mette insieme elementi di nazionalismo economico, conservatorismo sociale, euroscetticismo e una durissima politica migratoria.

Nel programma federale del 2025 l’AfD propone una trasformazione radicale dell’Unione europea. Il modello non è quello di una maggiore integrazione, ma di una “Europa delle patrie”, costruita come cooperazione tra Stati sovrani. Il programma sostiene inoltre il superamento dell’attuale sistema dell’euro e il ritorno a una moneta nazionale.

Immigrazione e “remigrazione”: il pilastro dell’AfD

È però sull’immigrazione che il partito ha costruito gran parte della propria crescita. L’AfD chiede controlli molto più rigidi alle frontiere, respingimenti e una drastica riduzione dell’immigrazione. Vuole inoltre riportare la politica dell’asilo sotto il controllo degli Stati nazionali e rivedere profondamente il sistema europeo comune.

Il termine più controverso utilizzato dal partito è “Remigration”. Nel linguaggio politico dell’AfD indica una politica di ritorno nel Paese d’origine per persone che, secondo la formazione, non avrebbero diritto a rimanere in Germania. Il tema è diventato uno dei punti più caratterizzanti della comunicazione del partito.

La politica climatica

Un’altra frattura fondamentale riguarda il cambiamento climatico. L’AfD respinge la politica climatica tedesca ed europea e si oppone alla strategia del Green Deal. Nel suo programma sostiene che il cambiamento climatico non possa essere attribuito nei termini utilizzati dalla politica climatica mainstream alle attività umane e chiede di cancellare gran parte dell’attuale legislazione sulla riduzione delle emissioni.

La conseguenza pratica è un radicale cambio di direzione rispetto alla politica energetica tedesca degli ultimi anni. Il partito vuole infatti riaprire la strada al nucleare, mantenere l’utilizzo del carbone e degli idrocarburi e aumentare la produzione energetica convenzionale. Chiede inoltre di eliminare la tassa sulla CO₂.

Sul fronte energetico, l’AfD propone anche il ritorno alle forniture di gas russo. È una posizione che la colloca in aperta contrapposizione rispetto alla strategia energetica seguita dalla Germania dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

La Russia, l’Ucraina e l’idea di un’altra Germania nel mondo

È proprio sulla politica estera che emerge un’altra delle caratteristiche distintive dell’AfD. Il partito vuole una politica estera “orientata agli interessi tedeschi” e critica profondamente l’attuale rapporto tra Germania, Unione europea, Nato e Stati Uniti.

Sull’Ucraina, l’AfD sostiene una linea radicalmente diversa da quella del governo tedesco e della maggioranza dei Paesi europei: chiede la fine delle sanzioni contro la Russia e sostiene che l’Ucraina dovrebbe diventare uno Stato neutrale, fuori dalla Nato e dall’Unione europea.

Il programma del partito prevede inoltre il rafforzamento della Bundeswehr, ma dentro una concezione della sicurezza europea molto diversa da quella dell’attuale sistema euro-atlantico.

Meno tasse, meno Stato

L’AfD propone riduzioni delle tasse e degli oneri, maggiore libertà d’impresa e una diminuzione delle regolamentazioni considerate eccessive. Vuole abolire la tassa sul patrimonio e quella sulle successioni e aumentare il margine fiscale disponibile per il risparmio privato. Anche sul welfare il partito propone una revisione significativa del sistema, con maggiore enfasi sulla responsabilità individuale e una ridefinizione delle prestazioni sociali.

Sul piano sociale, invece, l’AfD punta su una concezione tradizionale della famiglia. Nel programma compare, tra le altre proposte, il Familiensplitting, un sistema fiscale che dovrebbe favorire economicamente le famiglie con figli.

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