Inviato a Venezia
Oggi la Mostra del cinema di Venezia presenta il film più atteso: Naza, l’ultimo a essere stato annunciato. Produzione inglese, regia israeliana di Yuval Abraham e Rachel Szor, il documentario racconta la guerra di Gaza. Unilateralmente, intervistando un ufficiale dell’Idf, col fine dichiarato di smascherare i «sistemi alla base della deliberata uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza». Così si legge nel catalogo della Mostra. Chi l’ha già visto, assicura che è un film sconvolgente. Strano che sia programmato così tardi, a Mostra praticamente finita, ma il direttore Alberto Barbera ha spiegato il motivo. In sostanza, si voleva evitare che Naza oscurasse gli altri film in concorso e diventasse principalmente occasione di scontro politico. Perché una cosa è certa: ci sono già polemiche, destinate a diventare ancora più rumorose dopo la proiezione. Del resto, da due anni, la questione palestinese è al centro dell’attenzione, e la Mostra ha ritenuto sempre di rispedire al mittente le richieste di censura e boicottaggio da parte del movimento Pro Pal.
Tuttavia la presenza di Naza non è passata inosservata. Una associazione culturale, vicina alla causa israeliana, dieci giorni fa ha inviato una Pec alla Biennale, sollevando un problema: l’ammissione di Naza sarebbe giunta dopo il termine ultimo previsto dal regolamento. La lettera chiede spiegazioni: ci sono state deroghe? Nel caso, che siano resi noti il motivo e le procedure. L’associazione fa inoltre notare che il film Our Loves, dedicato al 7 ottobre, è stato rifiutato dalla Mostra in quanto fuori tempo massimo. Ma successivamente la Mostra avrebbe appunto ammesso Naza, mentre Our Loves finiva al Toronto Film Festival. Al di là dei toni garbati, è chiaro il retropensiero. La Mostra preferisce la causa palestinese e non è sopra le parti. Anche se, a dire il vero, nel 2024 passò Of Dogs And Men, docudrama israeliano proprio sul 7 ottobre.
La presenza, in concorso, di Naza è stata annunciata il 24 agosto, dopo il resto del cartellone. Fino a qui, però, è la prassi. Ogni anno un film evento si aggiunge all’ultimo momento, per creare nuovo interesse intorno alla Mostra. Non è dunque questo fatto a essere messo in discussione. Anche per l’ultimo arrivato, fa notare l’associazione, ci sono regole da seguire. E quindi la domanda dei mittente della lettera: sono state osservate scrupolosamente oppure Naza ha avuto una corsia preferenziale?
