L’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov sarà consulente per l’innovazione della Difesa italiana. L’incarico è stato confermato oggi dallo stesso ministero della Difesa italiano. Guido Crosetto ha ricevuto Fedorov a Roma e ha spiegato che il colloquio si è concentrato su “droni, sistemi unmanned e difesa aerea”, oltre che sull’evoluzione dell’ecosistema tecnologico della difesa. Il ministro ha quindi annunciato che l’ex omologo ucraino ha accettato di offrirgli la propria consulenza come “Advisor per l’Innovazione della Difesa”.
Non si tratta, però, di un trasferimento dell’ex ministro ucraino in Italia. Secondo quanto riferito, Fedorov continuerà a lavorare in Ucraina e il ruolo sarà di natura non permanente. La sua priorità resteranno i progetti legati alla difesa ucraina e allo sviluppo del settore defense tech del Paese.
La scelta italiana porta dentro il processo decisionale di Roma una delle figure che più hanno insistito sulla necessità di trasformare rapidamente l’esperienza del campo di battaglia in capacità tecnologiche e industriali. Fedorov ha guidato il ministero della Difesa ucraino per circa sei mesi, dopo essere stato ministro della Trasformazione digitale. Proprio il suo profilo tecnologico aveva rappresentato uno degli elementi distintivi della sua gestione: droni, sistemi autonomi, intelligenza artificiale, digitalizzazione e nuove modalità di procurement sono stati al centro della strategia di Kiev.
Durante il suo mandato, il ministero ucraino ha puntato fortemente sull’espansione delle capacità unmanned. A giugno, il ministero della Difesa di Kiev riferiva che dall’inizio del 2026 i sistemi senza pilota avevano effettuato oltre 800.000 attacchi verificati contro obiettivi russi, sostenendo che i droni rappresentavano oltre il 90% degli obiettivi colpiti.
Ancora più significativo è il lavoro sull’intelligenza artificiale. A marzo Kiev aveva annunciato che stava iniziando a consentire agli alleati l’accesso a dati del campo di battaglia per addestrare sistemi di AI destinati ai droni. Si tratta di un patrimonio costruito attraverso milioni di immagini annotate e decine di migliaia di missioni di combattimento, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di sistemi autonomi. È questo il know-how che Fedorov porta ora nel confronto con la Difesa italiana.
“Il futuro della difesa appartiene ai Paesi in grado di testare e implementare rapidamente nuove soluzioni, combinando la tecnologia con una solida capacità produttiva”, ha affermato Fedorov annunciando il nuovo incarico. Secondo l’ex ministro, l’esperienza ucraina può contribuire alla costruzione di un nuovo modello di difesa europeo.
La collaborazione con Fedorov arriva inoltre mentre l’Italia sta rafforzando il proprio investimento nella dimensione europea della difesa. Il 26 agosto Roma ha formalmente chiesto 8 miliardi di euro nell’ambito dello strumento europeo SAFE, che mette a disposizione complessivamente 150 miliardi di euro di prestiti per rafforzare le capacità militari degli Stati membri. Secondo Reuters, l’Italia potrebbe accedere fino a 14,9 miliardi nell’ambito del programma.
E proprio sul terreno dei droni l’industria italiana si sta muovendo verso una maggiore integrazione europea. A giugno il governo ha dato l’approvazione condizionata alla joint venture 50-50 tra Leonardo e la turca Baykar per la produzione di sistemi aerei senza pilota. L’operazione punta a rafforzare le capacità europee nel settore UAV e a costruire una presenza industriale italiana in un mercato destinato a crescere rapidamente.
La speciale collaborazione durante il periodo in cui Fedorov era ministro della Difesa ucraino, anche nell’ambito del formato Ramstein. A giugno, durante un incontro a margine della riunione dei ministri della Difesa della NATO, Crosetto aveva sottolineato l’interesse italiano per l’esperienza maturata dall’Ucraina sul campo e per le prospettive di cooperazione industriale nel settore della Difesa.
A fine luglio, dopo la rimozione di Fedorov dal governo ucraino, Crosetto aveva già rivelato a La Repubblica di avergli proposto un incarico di consulenza. La sua uscita dal ministero della Difesa, avvenuta nel quadro del rimpasto governativo ucraino di luglio, aveva provocato proteste insolitamente ampie in diverse città ucraine.