Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:41
Politica internazionale

Israele ed ebrei, Schlein-Conte sotto schiaffo del voto islamico

Chiede sanzioni per lo Stato ebraico. E si oppone a una legge che contrasterà l’odio

"Basta con Israele". La sinistra chiede di rompere subito gli accordi militari

Priorità Nella foto in alto i leader del Campo largo nel corso di una manifestazione L’insistenza con cui la sinistra parla di genocidio prima che sia pronunciata ogni sentenza è diventata un’ossessione Sanzionare Israele e fermare la legge che contrasta l’antisemitismo. Eccole, la priorità del Campo largo. Altro che sanità, altro che scuola pubblica, altro che welfare. Lo stop al ddl appena sbarcato alla Camera e le sanzioni contro lo Stato ebraico sono gli obiettivi che stanno in cima ai pensieri di Elly Schlein e di Giuseppe Conte, e idealmente al primo posto nel programma della coalizione che i due leader stanno «testardamente» costruendo un’alleanza che, tra molte spaccature in politica estera, trova proprio in Gaza uno dei suoi (pochi) collanti.

Ufficialmente è in nome della libertà di «criticare» Israele che la sinistra contesta la legge sull’antisemitismo. Ma al di là dei pretesti e dei proclami, punta in realtà a difendere il mondo pro Pal, che negli ultimi tre anni in tante piazze dell’Occidente ha inscenato uno spettacolo indegno di odio per Israele e di ostilità per gli ebrei.

Questo difendono: la «libertà» di negare la legittima esistenza di Israele, la «libertà» di dipingere il sionismo come una riedizione del nazismo, la «libertà» di additare tutti gli ebrei come corresponsabili delle scelte dei governi israeliani. Tutte condotte che la legge, riprendendo la definizione di antisemitismo dell’Ihra (l’International Holocaust Remembrance Alliance) qualifica come antisemitismo. Il Pd si appresta quindi a ripetere a Montecitorio lo stesso copione visto a Palazzo Madama e si dividerà in tre tronconi: astenuti, contrari a una manciata di «sì» riformisti. La «colpa» inemendabile del ddl, per il partito di Schlein, è appunto la definizione Ihra. Eppure, quella definizione Elly l’ha votata da europarlamentare: questo chiedeva una proposta di risoluzione sulla lotta all’antisemitismo che lei aveva firmato. E Conte? Nel 2020, da premier aveva adottato la definizione Ihra, tanto da meritare apprezzamenti: «Una pagina fondamentale nella lotta all’odio anti-ebraico» disse la presidente Ucei Noemi Di Segni. Cinque anni dopo, da aspirante capo dell’opposizione ha pubblicato un video per chiedere agli ebrei italiani di dissociarsi da Israele. Non aveva letto o ha cambiato idea?

Dopo il 7 ottobre, il panorama è inquietante. Per molti pro Pal di casa nostra, Israele è una pura e semplice ossessione ideologica. E l’antisemitismo di sinistra ha radici ingombranti e imbarazzanti, dai vecchi scritti di Marx alla propaganda sovietica. Ma certe scelte sono dettate anche da banali ragioni di opportunismo, visto il peso crescente che esercitano nell’elettorato la frangia pro Pal e quella legata all’islam politico.

Schlein in questi giorni non parla che di sanzioni a Israele. Tre giorni fa ha definito «vergognoso» il fatto che l’Italia non figuri nell’elenco dei Paesi che hanno deciso di bloccare i commerci con i cosiddetti «coloni israeliani». E ieri è tornata alla carica sui social: «L’atteggiamento del governo Meloni nei confronti del governo criminale di Netanyahu è ancora una volta vergognoso» ha detto. E l’alleato-rivale Conte, che non vuole essere da meno, ha provato a mettere il cappello dei 5 Stelle sul tentativo di «punire» Israele: «Insieme agli altri leader dell’opposizione ho depositato in Parlamento un progetto di legge per procedere con le sanzioni - ha scritto - Chiediamo alla maggioranza di recuperare quantomeno un briciolo di dignità e di approvarlo».

Nessuno, né Conte né Schlein, si è scomodato a condannare i cori pro Hamas e le bandiere di Hezbollah davanti a Montecitorio nel corso del sit-in convocato contro il ddl antisemitismo. Come non avevano condannato gli insulti e la cacciata della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.