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Politica internazionale

La dog sitter della sinistra

Un tempo all’Onu si invocava il diritto internazionale; oggi pare serva un veterinario internazionale

Francesca Albanese

Ci sono cani da tartufo, che trovano. Cani da caccia, che inseguono. Cani da riporto, che riportano. Poi arrivano i cani di Francesca Albanese: secondo la relatrice Onu, addestrati in Europa per stuprare palestinesi. Un tempo all’Onu si invocava il diritto internazionale; oggi pare serva un veterinario internazionale. E non è una barzelletta: è il livello al quale si è ridotta la gara a chi la spara più grossa. Quando la politica perde il fiuto, abbaia. Con le elezioni vicine, il campo largo diventa un recinto stretto e la «dog sitter» Albanese cerca di restare sul palco pro Pal. Landini, scrive Alessandro Gonzato, fa il maranza: non potendo più far parlare i risultati della Cgil, alza il volume. Nei cieli falsi allarmi bomba, nelle piazze allarmi permanenti. In America i democratici brindano alle urne, poi scoprono che Wall Street vota. Non è una strategia, è una muta in cerca di un padrone. E il guaio è che, a furia di gridare «al lupo», qualcuno pretende pure che siamo noi a portare il guinzaglio.

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