La sospensione del trattato di Schengen alla frontiera aerea e navale con la Spagna è stata prorogata di ulteriori 15 giorni dal governo italiano. La misura, introdotta per 30 giorni a partire dal primo agosto a fronte dell’invasione di migranti del 30 luglio nell’exclave spagnola di Ceuta, era subordinata alla risoluzione di tutti i problemi ma, a oggi, nel territorio spagnolo in Nordafrica persistono condizioni che non garantiscono la piena sicurezza. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha comunicato la decisione al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un «costruttivo confronto telefonico».
Anche stavolta, la Spagna ha adottato una misura speculare estendendo a sua volta la sospensione di Schengen per ulteriori 15 giorni successivi al 7 settembre.
La decisione, ha fatto sapere il Viminale, è stata assunta, in linea con «l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione» che erano stati alla base della reintroduzione dei controlli. A Ceuta rimangono migliaia di migranti, la Spagna ha dichiarato l’emergenza per la sicurezza nazionale e i residenti lamentano deteriorate condizioni di sicurezza nell’exclave.
Dal primo agosto, il Viminale fa sapere che sono state quasi 500.000 le persone controllate attraverso la consultazione delle “liste passeggeri” e oltre 180.000 i passeggeri provenienti dalla Spagna che sono stati identificati al momento in cui stavano facendo ingresso in Italia. In totale, sono stati adottati 31 provvedimenti di respingimento alla frontiera, tra i quali otto nei confronti di cittadini marocchini. Inoltre, sei persone sono state tratte in arresto. Nonostante i controlli siano stati reintrodotti nel periodo con maggiore traffico navale e aeroportuale tra i due Paesi, le conseguenze per i turisti in arrivo nel nostro Paese sono state ridotte al minimo grazie alla professionalità degli operatori impegnati nei controlli alle frontiere.
«Confido che possa essere l’ultima perché significherebbe che, come immaginiamo, si vada verso una normalizzazione della situazione», ha dichiarato Piantedosi a proposito della proroga.
«Noi confidiamo, e siamo anche disponibili a ogni forma di collaborazione con la Spagna e con l’Unione europea», ha aggiunto il ministro, sottolineando anche «lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo, insieme all’Unione europea, per creare il giusto superamento della situazione che si è creata». Il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha sottolineato che «permane una situazione complicata con alcune migliaia di clandestini che soggiornano sul territorio, numerosi minori stranieri non accompagnati pronti ad essere trasferiti nel continente» e «una crisi di sicurezza e di ordine pubblico drammatica con furti, rapine e violenze», oltre ai problemi sanitari. Per la Lega, ha concluso, «la difesa dei confini e delle frontiere e il contrasto all’immigrazione di massa» sono «la priorità assoluta dell’azione di governo a tutela dell’interesse nazionale». La sinistra ha fortemente criticato il governo per la proroga ma, come ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, «la decisione, in applicazione delle stesse regole di Schengen, è provvisoria e motivata dalla necessità di garantire la sicurezza delle frontiere italiane ed europee, e impedire qualsiasi infiltrazione, a cominciare da quella jihadista».
