Yechiel Leiter le chiama «le accuse del sangue» e per l’ambasciatore di Israele negli Stati Uniti sono i tre pilastri del moderno antisemitismo, nato dopo il massacro del 7 ottobre: genocidio, pulizia etnica e carestia. Come Cavalieri dell’Apocalisse vengono presentati nel suo libro, definiti «fake news» sulla guerra di Gaza e smontate uno ad uno, pubblicando informazioni, fonti e dati statistici internazionali.
La presentazione di La nuova accusa del sangue. La genesi del Moderno Antisionismo, viene organizzata a Roma dal senatore Giulio Terzi di Sant’Agata proprio alla vigilia del 7 ottobre. L’editorialista del Giornale Fiamma Nirenstein parla senza mezze misure di «mostruose calunnie», iniziate il giorno stesso del feroce attacco di Hamas, con la frase del segretario generale dell’Onu Guterres, per cui l’assalto «non avviene nel vuoto», che diventa la giustificazione dell’eccidio. E spiega che la costruzione di «cifre, invenzioni logiche e lessicali, di bot e intrecci di rete» fa parte del disegno di distruggere Israele di «Qatar, Iran, Turchia, Pakistan e sullo sfondo le grandi potenze antiamericane, Cina e Russia».
Quello avvenuto nel 2023, ricorda il direttore del Riformista Claudio Velardi, è «il più grande massacro di ebrei dalla Shoah prima relativizzato, poi giustificato, infine rovesciato nell’accusa alle vittime di essere i nuovi carnefici» e in questi giorni del terzo anniversario gli attacchi continuano.
Anche Ernesto Galli della Loggia, editorialista del Corriere della Sera, attacca l’Onu che «è stato il primo a violare i suoi stessi principi» e accusa soprattutto gli europei di rimanere «ai margini della storia», di non voler vedere quel che sta accadendo, sempre in attesa dei «Tartari, pensando che non arriveranno, mentre sono già alle nostre porte».
Leiter, l’autore del lavoro di fact checking, si potrebbe definire, non può collegarsi da Washington per motivi familiari ma al suo posto parla il giovane Roi Berger, advisor dell’ambasciatore d’Israele negli Usa. Racconta da testimone come proprio quel giorno fu richiamato alla base e andò sul luogo, assistendo alle atrocità in diretta, combattendo e uccidendo ancora per 3 giorni i terroristi e salvando persone. «Ora vedo i fatti distorti, noi accusati di genocidio, di aver lanciato un’offensiva su Gaza? È un ribaltamento della realtà, per demonizzare gli ebrei e far apparire giustificate le violenze».
