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Politica internazionale

Orsini su gas russo e green: “Si decida senza ideologie. Ma salviamo l’industria”

Il presidente di Confindustria insiste sulla necessità di rivedere le eurotasse per le emissioni. Assolombarda: “Bene l’esecutivo sul nucleare, guardare all’IA”

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini all'arrivo all'Assemblea di Assolombarda, Milano, 12 ottobre 2026. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Una Silicon Valley lombarda per l’Intelligenza Artificiale, circondata da reattori modulari nucleari di nuova generazione: se il futuro industriale del quadrilatero Milano-Monza-Lodi-Pavia (che vale oltre il 13% del Pil nazionale) è affascinante e vicino, il presente dell’intero Paese rimane ancora legato ai vecchi idrocarburi. Così, nell’occasione in cui a Milano la premier Giorgia Meloni vola dagli imprenditori di Assolombarda a incassare applausi particolarmente scroscianti per un governo in carica, il presidente di Confindustria (di cui Assolombarda è la principale associazione) approfitta dell’occasione per lanciare un messaggio chiaro e forte.

«Io non entro nel tema del gas russo, non gas russo, non è di mia competenza», ha detto Emanuele Orsini arrivando al Teatro Dal Verme e rispondendo a una domanda sull’opportunità di tornare ad acquistare gas russo. Aggiungendo però che «che oggi noi abbiamo bisogno di dire anche la verità, che non ci può essere ideologia sull’energia: è un tema di competitività perché lo vediamo in Europa». E non è solo questione di gas russo, ma dell’intera politica energetica della Ue: «Noi andremo già giovedì (15 ottobre, ndr) proprio per sostenere il fatto che dovrà essere sospeso l’Ets, perché purtroppo le azioni non hanno dato nessun tipo di risoluzione». Il pensiero va ai settori più tradizionali ed energivori («penso alla ceramica, la carta, al vetro») perché, aggiunge Orsini, «abbiamo bisogno di salvaguardare anche l’industria di base». Un concetto che il leader confindustriale ha ribadito anche davanti agli associati Assolombarda: «Il mix energetico è quello che più ci serve» ma al momento le scelte sono troppo limitate. Bene ha fatto il governo con il nucleare, e l’intera platea applaude, ma serve un ponte tra presente e futuro, perché «stiamo parlando di sperimentazione e ci vogliono almeno 10 anni», dice Orsini.

Dove invece non c’è tutto questo tempo è il campo dell’Intelligenza Artificiale (IA), che qui, nel quadrilatero degli imprenditori di Assolombarda, potrebbe avere un futuro prossimo di rilievo internazionale. A parlarne, in un ruolo più visionario, ma nello stesso tempo anche concreto, è il presidente stesso di Assolombarda, Alvise Biffi, al suo secondo anno del mandato quadriennale. Imprenditore «nativo digitale», Biffi ha fatto gli onori di casa proprio guardando, e facendo guardare tutti, lontano, verso una Silicon Valley lombarda. «Il futuro senza industria non esiste» ha detto Biffi. E di fronte al presunto declino la soluzione può essere a portata di mano.

Si chiama Physical IA, è già diventata un nuovo modello di sviluppo negli Usa, e consiste nel superare il concetto del Data Center (che resta però fondamentale), introducendo la IA direttamente nelle macchine. «Siamo il secondo Paese manifatturiero d’Europa, conosciamo i processi industriali, qui da noi l’IA incontra l’ecosistema più avanzato d’Europa: possiamo diventare la fabbrica dell’IA». È una svolta, anche comunicativa: con la sfida della IA fisica, Biffi supera il concetto delle imprese italiane abili a resistere ai momenti difficili come questo, e le rilancia in una nuova rivoluzione industriale.

Si parte subito: con AmCham Italy e Confcommercio, Assolombarda ha firmato un manifesto per portare a Milano l’agenzia Onu sull’intelligenza artificiale. La presentazione della candidatura alle istituzioni è in agenda il prossimo 9 novembre.

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