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Politica internazionale

Salis chiede i soldi per la condannata Maja T. Tirava i martelli, ma per lei “è vittima trans”

Ilaria lancia una colletta per la “non binaria” ritenuta complice della Banda del Martello e la fa passare per martire. Tra i promotori c’è Marilena Grassadonia, della segreteria di Sinistra Italiana. Bonelli e Fratoianni ancora una volta restano in silenzio

Pugno chiuso L'eurodeputata Ilaria Salis di Avs attacca la modella Naomi Campbell che si è trasferita in Italia. Ma tace sulle accuse che le rivolgono i suoi ex collaboratori

Ilaria Salis parla di «farsa», ma non si riferisce alla sua elezione a Bruxelles né all’europarlamento che le ha garantito l’immunità per un solo voto di scarto. Parla del processo d’appello che ha confermato la carcerazione di Maja T., attivista autodefinitasi non binaria non si sente né uomo né donna condannata a sette anni, ritenuta complice della «Banda del martello», delinquenti di estrema sinistra che spaccano il cranio a chi non è dei loro.

L’eurodeputata, di nuovo nel silenzio di Bonelli e Fratoianni ma attenzione, l’iniziativa è sostenuta da Sinistra Italiana dalla farsa è passata subito alla tragedia, e sui social ha lanciato una raccolta fondi per l’attivista tedesca, trasformata in vittima politica della transfobia. Maja è carcerata perché sessualmente indecisa, capito?

Nel video-appello della Salis ce lo spiegano meglio i Karma B, un duo di drag queen gemelle che ingiustamente trascuravamo: «In Ungheria il rispetto dei diritti umani non è scontato, soprattutto se si tratta di una persona non binaria, come l’attivista antifascista». Nel filmato compare poi Marilena Grassadonia, responsabile diritti e libertà di Sinistra Italiana, che come dicevamo è nella segreteria del partito di Fratoianni: «Essere comunità significa non essere mai sole, soprattutto quando i diritti vengono calpestati», e non martellati, capiamoci. Tocca a Lou Ms.Femme, del Nonbinary Pride Italia: «Maja T. non è solo antifascista ma pure non binaria. È una discriminazione multipla». Irrompe Porpora Marcasciano, il quale si definisce Transattivista antifascista: «Sono stata in carcere personalmente tanti anni fa» ma si può stare in carcere anche non personalmente? «e so cosa significa. La vita con noi non è stata facilissima», ma non dev’esserla stata neanche per quei tizi, seppur dei tipacci, dopo che gli hanno aperto la testa.

Il tragicomico piagnisteo prosegue col presidente del movimento identità trans Roberta Parigiani, c’è Roberto Mauri segretario di Omphalos Lgbti; è il turno dell’attesissimo Oscar Innaurato, il capo di Brianza oltre l’arcobaleno che sul petto ha la bandiera palestinese fatta a cuore, e fa niente se in Palestina quelli con l’arcobaleno sul cuore o altrove li mandano all’inferno: «Noi attiviste e attivisti Lgbtqa+ antifasciste e antifascisti potevamo essere tutte quante (e tutti? ndr) al posto di Maja T.», e in effetti chiunque fosse andato in gita coi militanti martello-muniti poteva finire in galera. Perfino la Salis, accusata delle stesse malefatte di cui inizialmente era accusata l’amica (quest’ultima non è stata ritenuta autore materiale del reato), ma nella Germania di Maja non c’è la Bonellen&Fratoiannen che può salvarla. Da Gioele Lavalle, presidente di Gender X, veniamo informati che Maja T. «è una persona enby che fa parte del movimento queer antifa» e che la sua è «una lotta intersezionale contro il fascismo». Enby ci fa venire in mente l’Nba, ma non ci sembra che Maja giocasse a basket.

La raccolta fondi lanciata da sant’Ilaria patrona delle case altrui è gestita da Libellula Italia. Salis pubblica l’Iban e chiede i soldi per la condannata. Lei intanto è stata condannata in primo grado dal tribunale del Lavoro a risarcire con 300mila euro due collaboratori licenziati, ma tra i 15mila euro al mese e le proprietà di famiglia in caso di condanna non dovrà chiedere la beneficenza.

La Salis dopo le rivolte in Francia ha incitato i rivoltosi italiani a fare altrettanto. Avs sosterrà anche le loro spese legali?