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Politica internazionale

Salis su Cuba: oro nel lancio delle fesserie

Cuba è un paradiso solo per chi la vede da chilometri di distanza col telescopio deformante del marxismo

Caccia i collaboratori senza giusta causa, poi risulta introvabile dove ha la residenza. Stangata da 310mila euro per Ilaria Salis

Se il lancio di corbellerie fosse una disciplina sportiva, Ilaria Salis, senza ombra di dubbio, sarebbe sul podio. Nei giorni scorsi, cercando qualche argomento alla rinfusa per accusare il governo dei soliti pericoli fantasma, è inciampata nei trionfi azzurri di atletica. Dunque l’eurodeputata eletta con Avs ha subito postato un’immagine dei nostri sportivi con in calce un commento non propriamente centrato: «Nonostante i pochi mezzi che troppo spesso vengono messi a disposizione all’atletica. Nonostante il razzismo che avvelena il nostro Paese». Un tentativo maldestro di sciacallaggio politico sugli atleti di colore. Mal gliene incolse. Ma quale razzismo? Pensi, piuttosto, al marxismo. Perché uno degli sportivi a cui si riferiva è il triplista cubano naturalizzato italiano Andy Díaz, uno che, dall’isola caraibica e dal comunismo, che tanto piacciono alla Salis e ai suoi compagni, è scappato a gambe levate. Nel vero senso della parola. Perché se fosse rimasto lì sarebbe ancora uno studente di elettronica qualunque a fare la fame. Cuba è un paradiso solo per chi la vede da chilometri di distanza col telescopio deformante del marxismo. Per chi ci abita è un inferno di povertà e ingiustizia. Lui è fuggito da L’Avana in cerca di un futuro migliore e quel futuro lo ha trovato in Italia. Lei, invece, a marzo è volata a Cuba con la Flottilla per difendere un regime nel nome dell’ideologia peggiore, sbeffeggiando quell’Italia che le ha dato un presente al di là di ogni più rosea aspettativa.

Sono tutti comunisti con le vite degli altri.

Medaglie d’oro di faccia di bronzo.

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