Anatra zoppa, in inglese lame duck. Ossia la condizione nella quale si trova attualmente Donald Trump. Sebbene il sistema presidenziale americano consenta che la presidenza non sia del medesimo colore della maggioranza elettorale, chi pilota la Camera o il Senato controlla davvero l’agenda.
Cos’è l’anatra zoppa
“Resta il vostro presidente”, così la Casa Bianca lo ricorda agli americani con un messaggio pubblicato su X, accompagnato da una fotografia di Donald Trump, sguardo minaccioso e pugni appoggiati al Resolute Desk dello Studio Ovale. Dopo questa lunga notte, ora Trump conserva le chiavi della Casa Bianca, ma ha perso quelle del Congresso.
Per il presidente Usa questa condizione presenta una doppia particolarità. Il presidente è già costituzionalmente impossibilitato a conquistare un terzo mandato, in virtù del XX Emendamento. A questa condizione si aggiunge adesso la perdita del controllo repubblicano di entrambi i rami del Congresso. La sconfitta elettorale non segna quindi soltanto una battuta d’arresto per il Gop, ma riduce la possibilità di trasformare in leggi le priorità politiche del movimento MAGA.
Produzione legislativa e bilancio: cosa accade adesso?
La prima conseguenza riguarda proprio la produzione legislativa. Negli Stati Uniti il presidente non può approvare in autonomia nuove leggi federali: ogni provvedimento deve ottenere il consenso di entrambe le Camere prima di ottenere la sua firma. Con entrambe le assemblee nelle mani dei democratici, il presidente potrà proporre, negoziare e minacciare il veto, ma non imporre al Congresso l’approvazione del proprio programma.
Il secondo campo di battaglia sarà quello del bilancio. Il Congresso controlla l’approvazione delle leggi di spesa e può utilizzare questa prerogativa per condizionare l’azione presidenziale. Questo implica che Trump dovrà sforzarsi necessariamente a trovare compromessi per assicurarsi l’approvazione dei fondi. In assenza di accordi, lo scontro potrebbe sfociare in ulteriori paralisi, come i cosiddetti shutdown.
Il bilancio, a sua volta, incide nettamente anche sulla politica estera: se la firma di ogni trattato richiede l’assenso del Senato con una maggioranza qualificata, i presidenti, dal Secondo Dopoguerra in poi, sono soliti ricorrere agli executive order, che non richiedono l’approvazione del legislativo. In questo caso il Congresso può fare ostruzionismo semplicemente facendo uso del suo potere di bilancio.
La delicata questione delle nomine e le “stampelle” dell’anatra
Ancora più delicata potrebbe diventare la questione delle nomine. Il Senato esercita infatti il potere costituzionale di confermare numerosi incarichi dell’esecutivo, compresi ministri, ambasciatori e giudici federali.
La maggioranza democratica potrà quindi rallentare o respingere candidati giudicati incompatibili con le proprie posizioni. Ma la trasformazione più insidiosa è quella che ora concede ai democratici la possibilità di guidare le commissioni congressuali e orientarne le indagini sull’operato dell’amministrazione attraverso audizioni, richieste di documenti, convocazioni.
L’anatra zoppa, però, ha stampelle robuste. Trump continuerà a essere comandante in capo delle Forze armate, capo dell’esecutivo e a esercitare le sue prerogative in politica estera. Potrà firmare ordini esecutivi, intervenire nell’applicazione delle normative esistenti, condurre negoziati e utilizzare il potere di veto, come ha annunciato a gran voce. Proprio quest’ultimo strumento potrebbe diventare particolarmente importante nella nuova fase politica.
