La visita dell'Expo per una famiglia di cinque persone costa 300 euro

Ecco il "conto" del tour dell'esposizione milanese. Prima di mettersi in cammino meglio verificare quanto si può spendere

La visita dell'Expo per una famiglia di cinque persone costa 300 euro

Milano - Altro che paura dei terroristi. A tener lontane le famiglie dall'Expo potrebbe essere più l'attentato al portafogli, visto che una giornata tra i padiglioni con moglie e tre figli rischia di costare quanto un week-end al mare. E ha un bel dire il commissario unico Giuseppe Sala che alla vigilia in piazza Duomo ha rassicurato tutti: «Venite e vi divertirete...». Nessun dubbio. I bimbi sicuramente tantissimo, i genitori forse un po' meno perché il conto è salato. Va così. Ed è la solita storia della coperta corta. Alla fine torneranno i bilanci dell'Esposizione ma a far quadrare quelli familiari si farà un po' di fatica in più. Così prima di decidere che la visita va fatta ( perchè va fatta)bisogna mettersi lì con calma a far di conto. Carta e penna. Si comincia dal biglietto di ingresso che, per una famiglia di 5 persone che oggi come oggi è davvero un gesto di coraggio, deve essere per forza «family». Per un giorno, due adulti e due ragazzi spendono 99 euro a cui si devono aggiungere i 10 euro del terzo pargolo che, giustamente, di restare a casa non ne vuol neppure sentir parlare. Centodieci euro in tutto, centesimo più centesimo meno. Si parte. Altri 25 euro (cinque a testa) vanno spesi per andare avanti e indietro da Rho-Pero in metrò perché l'opzione auto più parcheggio non deve essere neppure presa in considerazione. Non conviene e poi con i mezzi Atm si fa molto prima. È solo l'inizio. La giornata sarà lunga e papà e mamma si preparino a dire molti no. Expo è una meraviglia tentatrice per gli adulti ma soprattutto per i più piccoli che, si sa, spesso non vogliono sentir ragioni. Dieci euro per i pennarelli è un no. Altri 10 per il Memory è un altro no. E altri due no in sequenza arrivano per il portachiavi con la frutta e per le tazze da colazione con il la mascotte Foody che ti guarda sorridente forse perché già ti vede mentre vai alla cassa a pagare 60 euro. Ma se qualche no aiuta a crescere sempre no non si può dire e così si cede davanti al Cluster del cioccolato per una barretta non indimenticabile e assolutamente da condividere perché costa 12 euro tondi tondi... È andata. Ma l'occhiata di tua moglie ti fa capire che il peggio deve ancora arrivare. Perché c'è chi ha sete (2,50 una bottiglietta d'acqua), chi vuole le caramelle (4 euro), chi la Coca Cola (5 euro ma c'è anche la cannuccia) e chi il caffè (1,50 euro). Niente di scandaloso, sono i prezzi che in media si ritrovano nei bar del centro di ogni città, ma qui siamo ad Expo che dovrebbe spiegarci come si farà nei prossimi anni a nutrire il pianeta e a trovare le energie necessarie per la vita. Forse così...Boh. Si gira, si cammina e ci si stupisce perché, nonostante tutte le «gufate» Expo ti lascia a bocca aperta. Ma poi arriva il momento in cui la meraviglia lascia posto a un languorino e qualcosa sotto i denti bisogna pur mettere. Il pranzo, è chiaro da subito, non sarà in un ristorante, perché 50 euro di media per un menu completo moltiplicato per cinque sono un salasso e quindi si passa oltre. Però Diana Bracco dice che i prezzi non sono assolutamente alti e la prova è che tutti i locali sono pieni. Sarà. Ma 16 euro per un sorbetto al Mirto sono davvero troppi. E comunque quello del Presidente di Expo, è un punto di vista. Non il mio. Così la scelta cade sullo «street food», un modo elegante per spiegare ai tre bimbi che sarebbe stato più saggio portarsi qualcosa da casa ma, vista la dimenticanza, toccherà mangiarsi un panino. La scelta è ottima e varia, i prezzi un po' meno: 8 euro e 90 centesimi per una piadina al formaggio, 6 per un panino (ma si può scegliere) e tredici per un piatto (in carta) di trofie da mangiare in piedi così si digerisce prima. Non c'è rischio di abbuffarsi e ha ragione il patron di Eataly Oscar Farinetti che però gongola visto che in quattro giorni ha servito oltre 36mila pasti. Ma vaglielo a spiegare a tre adolescenti che in un amen ti svuotano un frigorifero che devono accontentarsi di assaggiare. Però è così. Bis vietati e un po' di sana rinuncia che serve anche a temprare lo spirito. Anche perché, tutto compreso, il conto è già lievitato ben oltre i 300 euro. Come si diceva una volta a Portobello: «Big Ben ha detto stop!».

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