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5 Stelle a braccetto con l'indagato Omar

Il filo Hamas Abu Omar star dell'incontro insieme ai parlamentari dell'opposizione

5 Stelle a braccetto con l'indagato Omar
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Sembra che l'estremismo islamico sia la nuova religione laica della sinistra. Ieri Il Giornale, nell'inchiesta che tocca i legami opachi tra il mondo napoletano dei pro Pal e il giro di Mohammad Hannoun (in carcere dal 27 dicembre in custodia cautelare, in quanto ritenuto l'uomo a capo della cupola di Hamas in Italia), ha svelato lo svolgersi di una conferenza sulla Palestina organizzata da "Humanity in Focus". Quest'ultima è l'organizzazione che fa capo ad Ossama Al Jaber, detto Ciro, spesso al fianco di Hannoun e al figlio Mahmoud. Così vicino da aver addirittura parlato più e più volte anche dal palco dell'Api (Associazione dei palestinesi in Italia facente capo sempre ad Hannoun): e chi conosce quel mondo e le gerarchie sa bene che parlare dal carro brandizzato, vicino al capo supremo, non è per tutti, anzi. Per essere lì si deve avere un ruolo ben preciso. E, infatti, Al Jaber, oltre a essere il fulcro del giro pro Pal di Napoli, è anche il figlio di uno dei fondatori della Abspp, l'organizzazione di Hannoun oggi nel mirino dei pm genovesi perché, secondo l'accusa, i soldi raccolti in nome della beneficenza (si parla di milioni e milioni di euro) non sarebbero andati ai poveri bambini di Gaza, ma sarebbero finiti nelle tasche dei terroristi.

C'è di più, però, oltre ad Al Jaber. Perché venerdì, alla conferenza per la Palestina che ha visto tra i relatori il senatore di Avs Giuseppe De Cristofaro, l'europarlamentare dei 5 Stelle Danilo Della Valle e il deputato del partito di Giuseppe Conte Dario Carotenuto (che è salpato per la famosa Flotilla), c'era un indagato per terrorismo. Si tratta di Abu Omar, che non era lì casualmente, perché il suo ruolo è quello di responsabile per l'Italia centrale della Abspp, e risulta oggi nell'elenco degli oltre 20 indagati nella maxi inchiesta della Procura di Genova sui fondi ad Hamas. Il capo di imputazione è quello previsto dall'articolo 270bis, che punisce chi promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo. Abu Omar, peraltro, è parte della moschea di Centocelle (che si trova a Roma) ed è molto vicino a Sulaiman Hijazi, storico braccio destro di Hannoun e genero di Mahmoud Asfa, il titolare della moschea di Viale Padova 144 a Milano. Una grande cerchia che dalla Lombardia arriva fino alla Campania passando per il Lazio, con il medesimo uomo al comando, Hannoun, che negli anni è riuscito a costruire una rete con funzionamento piramidale che avesse diramazioni in ogni località italiana, riuscendo così a presidiare ogni territorio. Abu Omar, peraltro, come si può vedere bene in foto, in un momento precedente l'evento svoltosi al Museo della Pace del capoluogo partenopeo, era seduto proprio al fianco di Carotenuto. Che il deputato pentastellato ignorasse la provenienza del suo vicino di sedia? Del resto, non sarebbe la prima volta che esponenti dell'opposizione siedono al fianco di soggetti accusati di terrorismo e che elogiano Hamas.

Anzi, sembrerebbe quasi strano non vederli più condividere i medesimi palchi. Tra un saluto di Thiago Avila e Saif Abukeshek, volti della Global Sumud Flotilla, una chiacchiera con Abu Omar e una con Ossama Al Jaber, è questo il metodo della sinistra per la "spallata finale"?

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