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Gli abusi del prof alla scuola militare: ricatti sulla maturità

Molestie sessuali a 7 studenti: il 48enne ai domiciliari. La condanna dell'esercito

Foto d'archivio
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"L'anno prossimo, quando sarai promosso, mi racconterai le tue cose sconce". Ancora, riferisce una vittima: "In un compito meritavo un voto molto basso, tipo 4 o 4 e mezzo, e io gli chiedevo di alzarmelo (...). In quell'occasione lui mi ha chiesto esplicitamente una mia foto intima". Sono alcuni esempi della dinamica che si era creata tra un professore e i suoi allievi alla scuola militare Teulié di Milano, una delle più antiche e prestigiose scuole militari del Paese. Il docente è stato arrestato e messo ai domiciliari (la Procura chiedeva il carcere) con le accuse di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti nei confronti di "diversi allievi della scuola". Le vittime sarebbero almeno sette, tutti maschi.

L'indagine dei pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, affidata ai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria, ha fatto emergere la "condizione di assoggettamento psichico degli studenti", oltre a sopraffazioni, umiliazioni, vessazioni e abusi sessuali. Il professore di italiano e latino, milanese di 48 anni, non è un militare. Era anche commissario interno per la prossima Maturità. L'inchiesta ha ricostruito, con le intercettazioni e con il racconti delle vittime, palpeggiamenti, conversazioni a contenuto sessualmente esplicito, richieste di foto e video intimi. A partire dall'ottobre 2024 fino a oggi. Tutto è partito da una prima denuncia di un allievo ai superiori. L'indagato prendeva di mira i ragazzi più fragili, con problemi scolastici e che temevano la bocciatura. Liceali a cavallo della maggiore età. Ad alcuni mandava 30-40 messaggi molesti al giorno. L'accusa, spiega il procuratore Marcello Viola, contesta al 48enne "un quadro di costanti pressioni svolte dall'insegnante, il quale, abusando della posizione educativa ricoperta" e approfittando dell'assoggettamento degli studenti, li sottoponeva "a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e manipolazione, costringeva i giovani allievi a subire abusi sessuali, a condividere particolari della vita intima".

Ieri in Procura sono stati ascoltati alcuni testimoni, tra cui docenti e ufficiali della scuola. Scrive nell'ordinanza il gip, Elio Sparacino, che il docente anche "dopo aver saputo di essere sottoposto a indagine ed essendo perfettamente conscio dell'illegittimità del suo comportamento, ha cercato di inquinare le prove arrivando a chiedere a degli studenti" di "mentire ai magistrati". L'indagato dava anche regali e soldi ai ragazzi, dai 100 ai 300 euro, e chiedeva appunto "fotografie erotiche". Nei messaggi scriveva: "Fai il bravo, cucciolone...". Ecco alcuni racconti degli allievi. "Avevo paura del professore, perché avrebbe potuto assumere un atteggiamento ostile nei miei confronti. Soprattutto perché quest'anno abbiamo la maturità". "Mi ha detto: Se non vieni a casa mia concretizzando, la Maturità la sostieni con le tue sole forze. Quando parla di concretizzare, si riferisce a un massaggio preceduto da una cena". "Mi mise dei soldi in tasca e in quel momento ne approfittò allungando la mano sulle mie parti intime, sfiorandomi il pene. Sono rimasto pietrificato".

L'esercito italiano, spiega una nota, "al fine di fare piena luce sulla vicenda, assicura il proprio sostegno all'operato della magistratura e la massima disponibilità nei confronti delle autorità inquirenti. Condanna fermamente ogni forma di abuso, prevaricazione o comportamento contrario e incompatibile con i propri valori".

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