"L'innesco può essere stato favorito dal cedimento di strati profondi del terreno in connessione con la presenza di sacche di gas metano". Ipotesi emersa sulle cause del disastro di domenica scorsa dalle parole del segretario generale dell'autorità di Bacino del distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro. Le caratteristiche geologiche dell'area generebbero accumuli naturali di idrocarburi che possono svuotarsi o subire variazioni di pressione.
"Se una bolla di gas collassa - spiega Santoro - il peso degli strati sovrastanti può determinare cedimento degli strati profondi". Il vuoto lasciato dal gas può essere parzialmente sostituito dall'acqua, che però, secondo gli esperti, non garantisce la stessa capacità di sostegno, favorendo lo scivolamento dei terreni sovrastanti. Da qui l'ipotesi su quanto successo sei giorni fa. Saranno adesso le indagini geognostiche a dire se l'ipotesi ha fondamento. L'autorità di Bacino indica comunque linee da adottare: subito, il convogliamento delle acque bianche -praticamente inesistente a Niscemi- e il monitoraggio della frana; a situazione stabilizzata, pozzi drenanti, terre armate e piantumazione di alberi con radici forti. Pochi milioni di euro bastano.
Ieri intanto ha passato l'intera giornata a Niscemi il Procuratore della Repubblica di Gela, Salvatore Vella. Lunedì affiderà incarico formale a tre professori universitari per ricostruire tutti gli interventi dall'ottobre 97 -la prima frana- ad oggi e capire se qualcosa è stato fatto per impedire l'innesco del crollo del costone o no; ed eventuali responsabilità. L'inchiesta vuole anche sapere che fine abbiano fatto i milioni di euro che dovevano servire alle opere di consolidamento e sicurezza e l'osservanza di ben 9 ordinanze della Protezione civile. Il sindaco Massimiliano Conti afferma di avere sempre relazionato alle autorità, di avere messo in campo ogni azione e che i finanziamenti per abbattere le case a rischio e ricostruire in zona più tranquilla sono arrivati troppo tempo dopo. Noi siamo parte lesa dice, ribadendo che nel quartiere non ci sono case abusive. La gente di Niscemi è ancora attonita e il tempo non migliora. Anche oggi, allerta meteo sulla zona e giornata di abbondante pioggia prevista. Tanta solidarietà mitiga la desolazione. Il mondo dello spettacolo con l'attrice messinese Maria Grazia Cucinotta lancia una raccolta fondi. Lo Snadir, il sindacato nazionale degli insegnanti di religione si è attivato con la Caritas offrendo 5.000 euro. L'Università di Catania darà mille euro per ogni studente niscemese che ha subito danni a casa per colpa della frana. E fra i gesti più belli, quello di un pizzaiolo di Gela, Daniele Cacciuolo, che ha messo a disposizione il suo locale per dare affetto e un luogo dove porter mangiare agli sfollati. I comuni vicini raccolgono cibo, coperte, generi di prima necessità e pure giocattoli per i più piccoli. Arriva tutto al palazzetto Pio La Torre, trasformato in centro di accoglienza ma dove nessuno degli sfollati dorme. Qualcuno va lì solo per mangiare. Tutti hanno trovato luogo di casa' (come si dice da queste parti) da amici e parenti.
Pochi anche quelli ospitati nei B&B e nelle case di riposo. Chi ha subito la frana del '97 ha paura che Niscemi sia di nuovo abbandonata. A disposizione degli sfollati, c'è un camper in centro con un'unità medica e un infermiere e un servizio di supporto psicologico.