Addio al maestro Franco Battiato

Franco Battiato, cantante e compositore di successo, autore di Cuccurucucù e Centro di gravità permanente, è morto oggi all'età di 76 anni

Addio al maestro Franco Battiato

Con Cuccurucucù e Centro di gravità permanente ha fatto innamorare intere generazioni della sua inconfondibile musica. Franco Battiato, cantante, compositore e cantautore di successo, è morto oggi all’età di 76 anni.

Dalla Sicilia a Milano, gli esordi di Battiato

Battiato nasce nel 1943 a Jonia, in provincia di Catania in una famiglia umile ma la passione per la musica arriva sin da giovanissimo e, dopo la morte del padre, all’età di 19 anni, lascia la sua amata Sicilia per trasferirsi a Milano. “Allora – dirà molti anni dopo - era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il Club 64, dove c’erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, Felice Andreasi, Bruno Lauzi”. “Io – spiegherà - aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c’era Giorgio Gaber che mi disse: vienimi a trovare. Andai il giorno dopo. Diventammo amici anche con Ombretta Colli, fui io a convincerla a cantare”. Nel 1965 pubblica la sua prima canzone, L’amore è partito, brano presentato quello stesso anno al Festival di Sanremo da Beppe Cardile e Anita Harris. “All’epoca facevo il chitarrista di Ombretta Colli in tour. Ma quella canzone non era mia, era una cover: mi disgustò”.

Gli anni '60 e '70: dalla musica elettronica al pop

Ma è grazie a Gaber se, a metà anni ’60, Battiato ottiene un contratto con la casa discografica Jolly ed esordisce in tivù, nel programma Diamoci del tu col suo primo singolo La torre. In quell’occasione Gaber consiglia a Battiato di cambiare nome da Francesco a Franco per non essere confuso con Guccini, anche lui presente in quella trasmissione. “Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco - ricorderà il musicista - persino mia madre”. Nel 1968 lascia la casa discografica Jolly per passare alla Philips e poter così abbandonare il genere delle canzoni di protesta e cimentarsi in brani più romantici. Ottiene un buon successo con È l'amore che vende oltre 100mila copie. L’anno dopo partecipa a un Disco per l'estate con Bella ragazza e alla Mostra Internazionale di Musica Leggera con la canzone brano Sembrava una serata come tante. Dai primi anni ’70 Battiato si dedica alla musica elettronica e sperimentale e fra il 1971 e il 1975 incide per l’etichetta Bla Bla brani dai titoli evocativi come Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries, Clic e Madamoiselle le Gladiator. Nel 1979 lo ingaggia la Emi con cui incide l’album che segna il suo passaggio alla musica pop L'Era del Cinghiale Bianco, dove sono presenti vari riferimenti all’esoterismo. È in questo periodo che Battiato, affascinato dalla cultura araba, inizia anche a fare l’editore di libri esoterici, con la sua piccola casa editrice L’Ottava.

Il successo arriva con Cuccurucucù e Centro di gravità permanente

Nel 1980 esce Patriots ma il vero e proprio successo commerciale arriva l’anno seguente con l'album La voce del padrone, grazie ai brani "Cuccurucucù e Centro di gravità permanente. Quest’ultimo pezzo si ispirava alle teorie del filosofo Georges Ivanovič Gurdjieff che cambieranno radicalmente la vita di Battiato. “Da solo con un'esperienza da autodidatta avevo scoperto quella che in Occidente, si chiama meditazione trascendentale, ma nel pensiero di Gurdjieff vidi disegnato perfettamente un sistema che già avevo intuito e frequentato. Esistono tante vie, esiste Santa Teresa e San Francesco; quella di Gurdjieff mi era molto congeniale. Una specie di sufismo applicato all'Occidente, all'interno di una società consumistica”, spiegherà il cantante siciliano. Sempre negli anni ’80 escono i dischi L'arca di Noè (1982), Orizzonti perduti (1983), Mondi lontanissimi (1985), Echoes of sufi dances (1985) che, nonostante buone vendite, non ottengono lo stesso successo de La voce del padrone. Nel 1987 Battiato debutta al Teatro Regio di Parma con l’opera Genesi, mentre la Emi incide Nomades, Fisiognomica e il doppio album dal vivo Giubbe rosse.

Nel 1991 esce Come un Cammello in una grondaia, album reso celebre dal brano Povera Patria e l’anno seguente debutta al Teatro dell' Opera di Roma con Gilgamesh. Nel 1994 Battiato intraprende una proficua collaborazione col filosofo Manlio Sgalambro che scrive il libretto dell’opera teatrale Il cavaliere dell’Intelletto, mentre lui cura la regia de Gli Schopenhauer. Nel ’99, con l’album Fleurs, Battiato riceve la targa di Miglior Interprete all’edizione 2000 del Premio Tenco, mentre nel 2002 Fleurs3, è tra gli album più venduti. L’anno successivo Battiato scrive insieme a Sgalambro, la sceneggiatura di Perduto Amor, film col quale vince il Nastro d'argento come miglior regista italiano esordiente. Nel 2004 debutta in tivù con “Bitte Keine Reklame”, un programma prodotto per Rai Futura e nel 2005 gira il suo secondo film, Musikanten che partecipa nella sezione Orizzonti alla 62^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Due anni dopo esce Niente è come sembra, la sua terza pellicola presentata in anteprima al Festival del Cinema di Roma. Nel 2011 partecipa insieme a Luca Madonia alla 61esima edizione del Festival di Sanremo con il brano: L'Alieno. Nel 2012 esce Apriti Sesamo con cui Battiato si aggiudica il disco d'oro e nel 2016 il tour con Alice ottiene un sold out completo per tutte le date in programma.

Le idee e la vita privata di Battiato

Politicamente schierato a sinistra, dal novembre 2012 è stato assessore al Turismo della regione Sicilia nella giunta di Rosario Crocetta ma è stato costretto a lasciare nel marzo 2013 dopo aver offeso le eurodeputate:"Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa, dovrebbero aprire un casino”, disse. Ha sempre respinto l’accusa di essere di destra: “Non è vero. Se uno legge bene le mie cose sa da tempo che sono un proletario dello spirito. Sono sempre stato vicino a una certa sinistra; non certo quella sovietica; la sinistra dei diritti e delle libertà”. Abitudinario e vegetariano convinto, Battiato non ha mai dato adito a gossip e a chi ipotizzava che fosse omosessuale rispondeva: “Possono dire quello che vogliono. Il rapporto più lungo che ho avuto è stato con una donna sposata, quindi era molto comodo per me mantenere la segretezza. Omosessuale? Io sono al di là di questi schemi, di queste categorie. Ho superato certe definizioni”. Nel 2018 la prolungata assenza dalla vita pubblica a causa delle fratture di femore e bacino fa pensare al peggio, soprattutto dopo un tweet dell’amico Roberto Ferri che lasciava intendere che il cantautore siciliano avesse l’Alzheimer. Ipotesi immediatamente respinta dai familiari: "Franco è stato malato ma adesso migliora".​Franz Cattini, manager del cantante siciliano, in occasione della presentazione milanese del disco uscito nell'ottobre 2019, ha ribadito quanto era già apparso su un comunicato stampa, ossia che “Battiato non sta bene. Battiato si è ritirato dalle scene. Battiato non sta sufficientemente bene da stare qui oggi”. Album che, sempre secondo l'amico Ferri, era solo una trovata pubblicitaria fatta con lo scopo di "tenere in vita qualcosa che è già morto" dal momento che "Franco non lo sento più da un anno, perché purtroppo non riesce a capire quello che gli si dice", dice intervistato da Fanpage.

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