Addio voto comune, già tramontata l'unità nazionale

Matteo Renzi e la politica tutta falliscono alla prova dell'unità nazionale

Addio voto comune, già tramontata l'unità nazionale

Matteo Renzi e la politica tutta falliscono alla prova dell'unità nazionale. Come alla Camera, infatti, anche al Senato ieri non si è vista l'ombra di una mozione comune che impegni maggioranza e opposizione nella stessa direzione. Al contrario, il clima è di recriminazioni e rimbrotti reciproci. E anche all'interno dello stesso governo la linea non è del tutto univoca, tanto che ieri il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha dovuto aggiustare il tiro dopo che lunedì si era spinta a dire che «bombardare non è un tabù». Un Parlamento, quello italiano, che è dunque anni luce lontano dalla Francia, dove i parlamentari riuniti nel palazzo di Versailles intonavano insieme la Marsigliese proprio per dare un segnale di assoluta compattezza.La colpa, certo, non è solo del premier. Perché il fatto che già all'indomani dell'attacco a Parigi Matteo Salvini e Angelino Alfano se le dessero di santa ragione in ogni talk show è evidentemente il termometro di una politica che fa fatica a sedersi a un tavolo e confrontarsi. Però la sconfitta politica è su Renzi che inevitabilmente ricade. Un po' per prudenza rispetto ai partner internazionali, un po' perché in Parlamento non era possibile individuare una linea comune, il presidente del Consiglio ha infatti preferito tergiversare e accodarsi a decisioni altrui. E anche lui non ha perso l'occasione per polemizzare quando, sia pure senza enfasi o toni urlati, ci ha tenuto a dire che la risposta a quanto accaduto in Francia «non si misura con i tweet» e che «bisogna essere molto equilibrati». Un riferimento piuttosto esplicito alle polemiche di questi giorni.Un panorama, quello italiano, nel quale oggi più che mai Renzi paga il peccato originale che lo ha portato a Palazzo Chigi. Se Francoise Holland ha la forza di rappresentare l'unità della Francia, infatti, è anche perché ha avuto l'investitura delle elezioni presidenziali, a differenza dell'ex sindaco di Firenze che al governo ci è arrivato per vie per così dire «traverse». Un dettaglio non di poco conto in un momento come questo. Fatto sta che, in meno di 72 ore, di unità nazionale non si parla neanche più, tanto sono distanti le forze in campo. Il massimo che si è visto è la posizione comune del centrodestra con Forza Italia, Lega e Fdi che chiedono insieme più fondi alla sicurezza nella legge di Stabilità.

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