Allerta terrorismo dagli Usa: «Evitate di andare in Europa»

Il rischio attentati è troppo elevato e il dipartimento di Stato sconsiglia le feste nel Vecchio Continente

Luigi Guelpa

«La minaccia terroristica sul nostro territorio è molto elevata, forse mai come in questo momento». Le parole del ministro degli Interni francese Cazeneuve, pronunciate lunedì dopo un'operazione dei servizi di sicurezza che ha portato all'arresto di una cellula jihadista tra Strasburgo e Marsiglia, non hanno trovato impreparato il dipartimento di Stato degli Usa. La struttura governativa guidata da John Kerry ha emesso ieri infatti un «travel alert» nel quale viene chiesto ai cittadini americani di «prestare attenzione in occasione degli eventi festivi e dei mercati all'aperto, a causa della crescente minaccia terroristica in Europa». Il blitz degli 007 francesi sarebbe risultato decisivo nello sventare un attacco ai mercatini di Natale di Strasburgo. In manette sono finite sette persone, di nazionalità francese, marocchina e afghana, rientrate da Raqqa e che pare avessero legami con i tagliagole del Bataclan.

«Il piano era piuttosto articolato - spiega Patrick Pailloux, uno degli alti funzionari della «Sécurité» - due kamikaze erano pronti a farsi saltare in aria in simultanea, mentre altri cinque terroristi avrebbero sparato all'impazzata tra la folla». E sarebbe stata una strage, forse persino con un tributo di sangue più vasto rispetto alla mattanza di Parigi del 13 novembre 2015. Gli arresti di Strasburgo sono scattati nei quartieri di Nehof e Meinau, gli stessi in cui circa un anno fa venne smantellata una cellula affiliata all'Isis. Il Dipartimento di Stato Usa, che ha esteso l'allerta fino al 20 febbraio 2017, è in possesso di informazioni credibili sul fatto che lo Stato islamico, Al Qaida e i loro affiliati abbiano in programma attacchi in Europa. Per questo chiede attenzione a coloro che prendono parte a «grandi eventi, visitano siti turistici, utilizzano mezzi pubblici e frequentano luoghi di culto, ristoranti, hotel».

Milioni di persone si sposteranno cogliendo l'occasione per visitare musei, monumenti o mostre. E proprio le città d'arte sono ritenute possibili obiettivi per i terroristi. Le intelligence dei diversi Paesi sono in contatto tra loro e condividono informazioni sulla presenza di jihadisti. La stessa amministrazione Usa assicura di continuare a lavorare con i partner europei, condividendo informazioni e dati, tutto questo mentre in Italia il ministro Alfano parla del «successo del modello Italia in materia di sicurezza». Gli scenari però rievocano lo stato d'allerta dello scorso anno, quando negli Stati Uniti rimbalzarono informazioni fornite dalle autorità irachene che citavano come fonte elementi della guerriglia catturati nel Paese. Al Qaida aveva messo in agenda una serie di attacchi con esplosivo contro l'Europa e gli Stati Uniti e la minaccia venne considerata con la massima serietà. Alcuni esponenti appartenenti al gruppo di Al Zawahiri furono fermati e fonti accreditate parlarono di attentati sventati sulle tratte aeree New York-Bruxelles, Miami-Atene e Los Angeles-Berlino.

Per il Dipartimento di Stato il regista delle possibili operazioni sarebbe Rachid Kassim, il più temuto jihadista francese, attivo nelle terre del sedicente Stato Islamico, l'uomo che ha avuto un ruolo determinante negli attentati degli ultimi 18 mesi tra Francia, Belgio e Turchia. E a proposito del Bosforo, ieri le manette sono scattate ai polsi di due terroristi dell'Isis, Azizjon Bekraev e Nevruz Kasimov, di origine rispettivamente uzbeka e tagika. I due, sulla base dei documenti della rete dello stato islamico di cui l'intelligence turca è riuscita a venire in possesso, avrebbero progettato di realizzare un grande attentato con esplosivo a Istanbul a ridosso del Natale.

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