Almeno dieci balle nel curriculum: Conte ora rischia il posto da premier

Da New York alla Sorbona fino a Cambridge, le Università straniere citate dal docente lo smentiscono Una vicenda imbarazzante che può costare cara al giurista indicato da M5s e Lega per Palazzo Chigi

Almeno dieci balle nel curriculum: Conte ora rischia il posto da premier

Roma - Qualche anno fa uno degli autori di questo articolo, in vacanza a New York, visitò alcuni negozi di strumenti musicali e chiese di provare i migliori sax. Tornato in Italia si vantò «di aver suonato a New York». Ecco, pare che il professor Giuseppe Conte abbia applicato un criterio simile ai propri studi all'estero. Solo che, invece di raccontarlo al bar, l'ha scritto nel pur nutrito curriculum. Sta di fatto che, per quel che riguarda le esperienze all'estero, l'amministrativista avrebbe un po' arrotondato, per così dire. E chissà che sia stata anche la decina di punti dubbi emersi nel curriculum a frenare la sua corsa verso Palazzo Chigi, ormai divenuta ardua. In serata tra le ombre è spuntata pure una maxi cartella di Equitalia che il docente avrebbe pagato, secondo l'Espresso, solo dopo aver subito un'ipoteca sulla propria casa romana. Infortunio purtroppo comune a molti italiani.

Il primo «fact checking» è partito addirittura dal New York Times. Conte dichiara di aver, dal 2008 al 2012, «soggiornato per periodi non inferiori a un mese presso la New York University, per perfezionare e aggiornare i suoi studi». Il quotidiano ha interpellato Michelle Tsai, portavoce dell'ateneo, secondo cui «una persona con questo nome non risulta in nessuno dei nostri registri». Il Nyt specifica che Conte potrebbe aver seguito corsi brevi, di due giorni. O forse ha solo svolto ricerche in autonomia presso la biblioteca d'ateneo o con docenti locali. Il professore non ha diffuso precisazioni, ma ieri pomeriggio, una manina interessata ha diffuso alcune sue email, scambi con il bibliotecario dell'Università e con un professore della Nyu, Mark Geistfeld, che Conte avrebbe contattato per parlare del progetto di un libro. Il docente gli risponde che lo aspetta nella sua stanza la «room 411A». Unica nota stonata, la mail è del 2014. Che il prof sia stato così modesto da accorciare addirittura la lunghezza dei suoi prestigiosi studi all'estero?

Il problema è anche altre voci del curriculum pubblicato sul sito della Camera sembrano vacillare. Conte sostiene di aver «soggiornato presso l'Université Sorbonne di Parigi per attività di ricerca scientifica nell'estate dell'anno 2000». Peccato che la Sorbona non abbia una sola sede e i corsi, ed eventuali «ricerche», abbiano nomi e cognomi che lui non cita. Conte non risulterebbe comunque né tra gli iscritti ai master né tra quelli dei ricercatori. La Sorbona è un brand, un nome storico e accattivante, ma privo di qualunque sostanza se non debitamente contestualizzato. Scrivere genericamente «presso la Sorbona» è un classico all'italiana.

Destino simile hanno subito anche altri periodi di studio all'estero dichiarati da Conte ma messi in dubbio dalle verifiche effettuate da varie testate italiane e non. Come la ricerca al Girton college di Cambridge «nel settembre 2001» periodo in cui, sottolinea l'agenzia Reuters, l'ateneo inglese è chiuso per vacanza.

Anche la Duquesne University di Pittsburgh ha fatto sapere che «non è presente nell'archivio come studente dell'Università, non ha quindi mai frequentato alcun corso ufficiale». Apre dubbi anche l'Università di Malta, dove Conte dice di aver insegnato. Dall'ateneo si limitano a dire, al Messaggero, che potrebbe aver collaborato con la defunta Foundation for International Studies, che però, si sottolinea, è un'entità separata.

Anche gli studi giuridici «presso l'International Kultur Institut» cadono sotto i colpi di una giornalista svizzera, Joeanne Perego, la quale spiega che la scuola citata da Conte «non esiste, esiste invece l'Internationales Kulturinstitut ed è esclusivamente una scuola di lingue che offre corsi di tedesco». Anche alcune delle esperienze lavorative scricchiolano. Conte dichiara di aver fondato uno studio legale nel 2002 con il professor Alpa ma lo studio, contattato dal Foglio, spiega che era solo un collaboratore. E pure la «cooptazione presso il Social justice group», sarebbe in realtà solo una firma in calce a un manifesto di un collettivo di accademici promosso da altri. Così pure, spiega IlPost, Conte sostiene di essere membro della Association Henri Capitant des amis de la culture juridique française, ma non precisa che chiunque può aderire all'associazione, pagando. Il prof infine, si qualifica come membro della Commissione cultura di Confindustria, ma in realtà il ruolo è cessato nel 2012. Di sicuro tutto questo non sconvolgerà Luigi Di Maio che nel suo cv si dichiara «studente» nonostante abbia superato i trent'anni, età in cui o si passa alla categoria di studioso o è meglio definirsi ripetente.

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