Altro che ripresa: la crescita è ferma e salgono le tasse

Il pil rallenta e il governo spera nello shopping natalizio. Confermato l'aumento della Tari

Altro che ripresa: la crescita è ferma  e salgono le tasse

Roma - Matteo Renzi e la maggioranza ostentano sicurezza, ma al governo adesso non resta che sperare in un Natale con i fiocchi. Acquisti di beni e servizi da record negli ultimi tre mesi dell'anno per riportare il Pil sui livelli attesi. La brutta notizia ieri è arrivata con un comunicato dell'Istat. Nel terzo trimestre dell'anno il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Un decimale in meno rispetto alle previsioni. In frenata anche rispetto alla prima metà dell'anno (+0,3% del secondo trimestre +0,4% dei primi tre mesi). La crescita rispetto allo stesso trimestre del 2014 è dello 0,9%, quella acquisita dell'anno è dello 0,6%.«Speravo in uno 0,3 in più. È il terzo trimestre positivo consecutivo, ma negli ultimi due dati dell'Istat, dopo qualche giorno, si sono registrate delle modifiche positive nelle previsioni. Abbiamo rimesso in moto la macchina, bene così», è stato il commento del presidente del Consiglio.Al ministero dell'Economia i tecnici hanno subito iniziato a fare i calcoli. A rischio la previsione di crescita dello 0,9%, che era considerata prudenziale. Il governo per ora la conferma e spera che siano stati sottostimati alcuni dati, ad esempio i servizi e il turismo. Per centrare il target, servirà «un robusto quarto trimestre, con una crescita dello 0,43% congiunturale», ha spiegato ieri all'Ansa il direttore generale del dipartimento di Analisi economica e finanziaria del ministero dell'Economia, Riccardo Barbieri.Andrea Goldstein, managing director di Nomisma, dice che non è andata male soprattutto se si confronta il terzo trimestre 2015 con quello 2014. Ma «per centrare l'obiettivo annuo del governo (+0,9%) la crescita congiunturale dovrà tornare a crescere in questo ultimo trimestre». Insomma, «le vendite di Natale andranno seguite con particolare attenzione». La domanda interna è in ripresa. Ma dovrà accelerare e di molto.Il governo punta molto sulla legge di Stabilità e sull'effetto psicologico dell'operazione Tasi-Imu sulla prima casa. Che rischia di essere parzialmente rovinato dal pasticcio sulla sanatoria ai Comuni.L'emendamento che sana le delibere dei Comuni adottate tra luglio e settembre avrà come effetto quello di rendere valide delibere che modificano le aliquote delle imposte locali. Varrà solo per la Tari, ha assicurato la relatrice Federica Chiavaroli, senatrice di Ap. Le delibere su Imu e Tasi del 2015 non sarebbero comprese perché la legge di Stabilità entra in vigore il primo gennaio del 2016. E proprio per questo il governo sta pensando di salvare i sindaci tassatori con un decreto. Sempre che Renzi non decida che la priorità è, appunto, rilanciare i consumi e quindi tagliare le tasse.Tra le altre novità è stato approvato l'emendamento del Pd che salva gli stipendi dei dirigenti dell'Agenzia delle entrate le cui nomine erano state bocciate dalla Corte costituzionale. Poi l'annuncio di novità sulle pensioni. Con il passaggio alla Camera arriveranno delle modifiche del governo, ma non ci sarà la riforma della riforma Fornero.

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