Un weekend ad alta tensione in nome di Alfredo: è questo il monito che circola nei gruppi anarchici, uniti in una mobilitazione per sostenere Cospito, ora detenuto a Sassari. Per quest'ultimo sono giorni delicati: il Ministero della Giustizia aveva prorogato il carcere duro (in vigore dal 2022) per il leader anarchico, responsabile, tra le altre cose, della gambizzazione del manager Roberto Adinolfi, avvenuta nel 2012 con il complice Nicola Gai. Ieri doveva essere il giorno decisivo, ma il tribunale di Sorveglianza di Roma si è riservato di decidere sul reclamo presentato dalla difesa di Cospito contro la decisione del Guardasigilli di rinnovare per due anni il regime di detenzione del 41bis. La decisione arriverà infatti nei prossimi giorni, ma già durante l'udienza i suoi epigoni si sono mobilitati e fuori dal tribunale si è svolto un sit-in in sua solidarietà. E, proprio ieri, l'area insurrezionalista ha rivendicato il sabotaggio della linea ferroviaria sulla tratta Verona-Brennero del 30 maggio scorso: "Abbiamo deciso di agire lì poiché quello del Brennero è un passaggio strategico e fondamentale per l'esportazione e l'importazione di merci, materie prime, armamenti. Lo abbiamo fatto incendiando due centraline elettriche. Gli scioperi contro la guerra e il genocidio sono stati caratterizzati dallo slogan blocchiamo tutto. Questo è un contributo. Sempre al fianco della resistenza palestinese e dei sui prigionieri, rinchiusi anche in Italia su mandato di Israele. Contro ogni collaborazione con lo Stato sionista. Chiudere il 41-bis, carcere di guerra. Sara e Sandro vivono nella lotta, nell'azione, nel fuoco della libertà", scrivono sul blog Nemesis.
La rivendicazione è arrivata via mail, il gruppo che ha materialmente compiuto l'azione non è noto ma si inserisce nel lungo filone dei sabotaggi che, in tutta Europa, vengono attuati su infrastrutture chiave. È parte del modus operandi anarco-insurrezionalista, che ai sabotaggi e attentati affianca cortei e sit-in, quasi un monito per chi si ritrova a dover decidere sul loro conto. Nelle stesse ore in cui i giudici stavano vagliando il ricorso di Cospito, a Torino si riuniva un'altra frangia anarchica in nome del militante al 41-bis mentre alcune ore prima era stata la volta di Genova. Nella città ligure gli anarchici hanno chiamato la piazza utilizzando le parole dello stesso Cospito, pronunciate lo scorso 18 maggio durante la testimonianza resa al tribunale di Bologna e nei prossimi giorni in tanti si sono dati appuntamento a Roma, ma non solo per prendere parte alle manifestazioni antagoniste pro Pal e contro la remigrazione, che rischiano di detonare spinte anche dall'odio anarchico.
Ma non è finita qui, perché lunedì 15 giugno le attenzioni si spostano su Spoleto, dove è prevista un'udienza per la manifestazione del 1° novembre 2022 con 20 imputati, tra i quali figura anche Sara Ardizzone, morti mentre costruivano una bomba.
Un altro appuntamento è stato fissato il 22 giugno, ma a Roma, davanti al tribunale di piazzale Clodio, per l'udienza sui fatti del 28 gennaio 2023. Anche in questo caso tra gli imputati, 13 in tutto, figura Ardizzone. In quell'occasione un manipolo di anarchici tentò di assaltare la polizia per manifestare in solidarietà con Cospito in sciopero della fame.
L'attesa della decisione del Tribunale di Sorveglianza è l'ennesimo banco di prova per lo Stato: la strategia della tensione messa in atto dalla galassia punta a trasformare i procedimenti giudiziari in un terreno di scontro ideologico e di ricatto permanente.