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Arriva la Nimitz, a Cuba tensione alle stelle. E il regime alza il volume della propaganda

Allarme per lo schieramento nei Caraibi della portaerei Usa. Washington: "Solo routine". Pronti 100 milioni per gli aiuti

Arriva la Nimitz, a Cuba tensione alle stelle. E il regime alza il volume della propaganda
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L'arrivo del gruppo da battaglia della portaerei USS Nimitz nei Caraibi ha alzato ieri ulteriormente la tensione tra Washington e L'Avana, dopo l'incriminazione per omicidio di Raúl Castro da parte della giustizia Usa. La nave - accompagnata dal cacciatorpediniere USS Gridley e dal rifornitore Usns Patuxent - rafforza la presenza militare americana nell'area. Il Southern Command parla di "attività di routine e deterrenza", ma all'Avana l'Unione dei Giovani Comunisti ha mobilitato centinaia di alunni, ragazzini e professori per un "atto di riaffermazione rivoluzionaria" in difesa del leader storico. Bandiere rosse, ritratti di Raúl, Fidel e il Che, slogan contro "l'imperialismo yankee". La consueta liturgia castrista convocata d'urgenza per mostrare compattezza e fedeltà al regime. Dietro la coreografia ufficiale, però, studenti costretti a partecipare e crescente malcontento anche tra i giovani più indottrinati.

Donald Trump ieri ha escluso che la presenza della Nimitz abbia finalità intimidatorie. "Cuba non ha soldi, né elettricità, né cibo, non ha nulla. Li aiuteremo, voglio aiutare i cubani", ha dichiarato. Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha riferito che L'Avana avrebbe accettato un'offerta di aiuti americani da 100 milioni di dollari, pur precisando che Washington sta ancora valutando le condizioni poste dal regime. Rubio li vuole distribuire tramite la Chiesa cattolica, il regime li vuole affidare a Gaesa, il conglomerato controllato dalle Forze Armate Rivoluzionarie, le FAR, che opera come una holding "capitalistica" all'interno del sistema comunista. La supervisione di Gaesa è affidata al Dipartimento V delle Far, struttura segreta che ne garantisce il controllo militare diretto e citata in documenti finanziari riservati filtrati nel 2025. Il suo compito è assicurare che i profitti di Gaesa restino sotto il controllo esclusivo delle FAR, senza transitare nel bilancio statale. Un meccanismo che ha consentito ai militari di accumulare tra 14 e 18 miliardi di dollari in conti offshore mentre il resto del Paese sprofonda nella miseria.

La struttura del gruppo è piramidale. Dopo la morte di Luis Alberto Rodríguez López-Calleja, ex genero di Raúl, la guida è passata alla generale Ania Guillermina Lastres Morera, ma un ruolo chiave spetta al nipote di Raúl Castro, Raúl Guillermo Rodríguez Castro, soprannominato "il Granchio". Gaesa controlla il 70 per cento dell'economia cubana, dal turismo di lusso con Gaviota al commercio in valuta forte con Cimex e Trd, dalla finanza con Rafin alla Zona speciale del porto di Mariel fino alle telecomunicazioni. Washington considera il conglomerato il pilastro della cleptocrazia militare cubana e le recenti sanzioni firmate da Trump puntano a colpire i suoi generali, privandoli di miliardi di dollari.

Nel frattempo cresce la tensione sull'isola. Ad Antilla, oltre 21mila abitanti nell'est del Paese, agenti armati ieri sono intervenuti per reprimere una protesta scoppiata contro i continui blackout. Nei video diffusi sui social si sentono grida di "Libertà" e "Patria e vita", l'opposto dello slogan castrista "Patria o morte".

In questo clima sempre più teso, il leader dissidente José Daniel Ferrer ha invitato a evitare vendette in una futura transizione democratica: "Non costruiremo una Cuba fraterna, umana e prospera sull'idea dell'occhio per occhio". Ferrer ha chiesto unità tra le forze anti-castriste affinché "quanto accaduto negli ultimi 67 anni non si ripeta mai più nella storia cubana".

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