Bagarre in Senato: passa la mozione del centrosinistra, urla e fischi

Il testo, concordato in mattinata dalle forze politiche che formano la maggioranza di governo, passa con 140 voti a favore, 118 contrari e 5 astensioni

Il Senato ha respinto la mozione presentata dalle opposizioni sulla revisione dello stop agli spostamenti tra Comuni nel periodo natalizio. La linea del governo passa invece con 140 voti favorevoli, 118 contrari e 5 astenuti.

Una votazione avvenuta in mezzo a fischi, grida ed applausi, che hanno infastidito le operazioni condotte dal vicepresidente Roberto Calderoli. Nessun dubbio sull'esito finale della scelta, sulla quale le varie anime della compagine giallorossa avevano già trovato un'intesa in mattinata.

"Procediamo al voto", dice Calderoli in mezzo a urla, applausi e fischi. "Tanto entusiasmo per parti separate non lo avevo mai visto. Passiamo al voto della mozione 304 Bernini ed altri, Testo 2 col parere contrario del governo. Sono aperte le votazioni", prosegue l'esponente del Carroccio. Il frastuono dai banchi del Senato non accenna a diminuire, mentre Calderoli annuncia la fine delle operazioni. "Tutti hanno votato. Dichiaro chiusa la votazione". Ed ecco arrivare la decisione, che vede la maggioranza riunirsi nuovamente e votare in modo compatto contro la mozione del centrodestra, probabilmente anche per allontanare lo spettro di una crisi e magari di un rimpasto, che avevano agitato più di un sonno nelle scorse ore. "Il Senato non approva. Passiamo alla 306 Testo 2, su cui il governo ha espresso parere favorevole. È aperta la votazione", annuncia ancora Calderoli. Dopo la conclusione della seconda votazione, com'era ovvio attendersi, passa la linea del governo Giuseppi II. "Il Senato approva", annuncia il vicepresidente di palazzo Madama: sono 140 i voti a favore, 118 i senatori contrari e 5 astenuti.

"Si è così conclusa la discussione di mozione", esordisce Calderoli, che poi si ferma per il rumoreggiare dei colleghi. "Addirittura i fischi no, eh?! Si è chiusa la discussione sulle mozioni e pertanto la seduta viene sospesa per consentire la igienizzazione e il cambiamento dell'aria".

Il testo della mozione, firmata dai capigruppo a palazzo Madama Marcucci (Pd), Licheri (5Stelle), De Petris (Leu) e Faraone (Iv), impegna l'esecutivo "a rivalutare eventualmente le misure anti Covid con particolare riferimento a spostamenti sulla base della più rigorosa analisi delle evidenze scientifiche, garantendo massima equità di trattamento tra cittadini residenti in comuni di diverse dimensioni". Nel caso (più che probabile, viste le premesse) in cui "arrivino nuove restrizioni, l'esecutivo si impegna a prevedere misure di ristoro economico proporzionate alle perdite di fatturato anche nei confronti di quelle attività per le quali è attualmente prevista l'apertura".

Soddisfazione è stata espressa dal capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci: "Sui piccoli comuni, la mia è stata una battaglia di principio e di fatti. Chi vive in realtà più piccole non deve mai essere penalizzato", ha dichiarato il dem, come riferisce ItalPress.

Respinta invece la mozione delle opposizioni, con cui si chiedeva all'esecutivo giallorosso di "modificare la scelta dell'ambito territoriale di libertà di spostamento nella sola giornata del 25 dicembre da quello comunale a quello provinciale o di Area metropolitana, permettendo altresì alle Regioni o province autonome di emettere ordinanze in deroga per aree specifiche nei propri territori di competenza".

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Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 16/12/2020 - 19:16

Non è possibile andare avanti in questo modo, con un governo che non sa e non può affrontare i gravi problemi dell’Italia, fra cui il più grave sta nel coronavirus, ma non è da sorvolare la situazione generale dell’Italia intera, ormai ingovernabile in modo serio. Nuove elezioni si impongono.