La barca dei radical chic disegnata da Banksy ci rifila 58 migranti

Louise Michel, pilotata da un filopalestinese, rifiutata da Malta. L'Europa chiude gli occhi

La barca dei radical chic disegnata da Banksy ci rifila 58 migranti

Nuovo anno e vecchia musica sull'ondata di sbarchi. Le Ong del mare sono all'offensiva, l'Europa, come sempre, fa da scaricabarile, Malta si gira dall'altra parte e alla fine i migranti recuperati in mare arrivano sempre da noi. Non solo: al timone dell'imbarcazione alla moda disegnata e finanziata dal misterioso Banksy, che ha sbarcato 58 migranti, c'è un attivista filo palestinese abbordato dai marines israeliani mentre si dirigeva verso Gaza per violare il blocco.

Dal 3 gennaio è ricomparsa la motonave Louise Michel finanziata e dipinta dall'artista di strada miliardario Banksy amato dai radical-chic. L'imbarcazione dei talebani dell'accoglienza è colorata di rosa e sulla fiancata spicca una bambina, che brandisce un salvagente a forma di cuore.

Il 6 gennaio aveva già individuato 110 persone partite dalla Libia, in acque di soccorso maltesi, grazie alla segnalazione di Seabird l'aeroplano delle Ong che continua a decollare da Lampedusa come se fosse normale. Le autorità maltesi si sono ben guardate di intervenire e i migranti hanno trovato riparo su una piattaforma della Shell per poi venire riportati indietro da motovedette tunisine.

Venerdì la nave di Banksy intercetta un gommone e tira a bordo 62 migranti. A questo punto inizia il solito balletto per la richiesta di un approdo sicuro all'Italia. Louise Michel batte bandiera tedesca, ma la Germania se ne lava le mani rispondendo via mail che non può fare nulla se non informare i centri di soccorso dell'area, ovvero l'Italia. Dopo alcune evacuazioni mediche di emergenza da parte della Guardia costiera rimangono a bordo 58 migranti sistemati in maniera precaria e pericolosa sul ponte. Louise Michel, che porta il nome delle «gran dama francese dell'anarchia» combattente per la Comune di Parigi, è una nave da diporto, turistica, non da soccorso. Al timone c'è Herman Elias Reksten, che nel 2018 voleva rompere il blocco attorno a Gaza con un peschereccio norvegese carico di aiuti. I marines israeliani l'hanno abbordato scortando l'equipaggio nel porto di Ashdod. Il comandante, una volta rilasciato ed espulso, si è fatto fotografare mentre sventolava la bandiera palestinese. Adesso ci porta i migranti.

Venerdì erano 633 i migranti a bordo di tre navi della Ong: la Geo Barents di Medici senza Frontiere (363), Mare Jonio (208) e Luoise Michel. L'Italiana Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans li ha sbarcati ieri (142 approdati a Lampedusa e 70 destinati a Pozzallo). Uno dei pilastri di Mediterranea, l'ex agitatore di estrema sinistra Luca Casarini, ha cantato vittoria sostenendo addirittura che bisogna tornare ad utilizzate la «nostra Marina militare, come si fece per l'operazione Mare Nostrum». Grazie a Mare Nostrum arrivarono in Italia 170mila migranti. Casarini, coinvolto in un'inchiesta di Ragusa su soldi in cambio di sbarchi, ha ovviamente lanciato un appello a favore delle altre navi delle Ong.

Di fronte a Lampedusa la Guardia costiera ha soccorso nella notte fra venerdì e sabato due imbarcazioni con 109 persone. I migranti sono originari di Sudan, Egitto, Nigeria e Bangladesh. Alarm phone, il centralino dei barconi, ha lanciato l'allarme per cinquanta persone in pericolo al largo di Misurata. Solo in gennaio sono già arrivati 1.149 migranti, un record rispetto allo stesso mese degli ultimi tre anni.

La Corte d'Appello di Palermo nella pubblicazione della relazione sull'amministrazione della giustizia nel 2021 ha registrato «un'ampia ripresa degli sbarchi provenienti sia dalla rotta libica che da quella tunisina» denunciando la «difficoltà di svolgere tempestive indagini a causa della quarantena a cui vengono sottoposti i migranti». E sottolineato «la mancanza di adeguata collaborazione internazionale nell'identificare compiutamente i responsabili ed eseguire i provvedimenti custodiali». Il presidente Matteo Fresca ha rivelato che è stata individuata «una regia centralizzata e verticistica, riconducibile anche ad appartenenti alle istituzioni libiche che governa e condiziona le attività dei numerosi gruppi criminali dediti all'immigrazione clandestina e alla tratta».

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