Berlusconi fissa l'obiettivo: centrodestra unito al 40%

Il Cav guarda già alle Politiche: è convinto di poter recuperare 8 punti ed evitare il ballottaggio. Continua la ricerca di una nuova classe dirigente da mandare in tv

Berlusconi fissa l'obiettivo: centrodestra unito al 40%

Obiettivo 40%. Silvio Berlusconi ha fissato un traguardo ambizioso su cui vuole chiamare a raccolta il partito e gli alleati. Il presidente di Forza Italia, memore delle sue passate rimonte, è convinto di poter recuperare otto punti e poter riportare il centrodestra unito attorno al 40%. Una soglia che consentirebbe in eventuali elezioni politiche di evitare il ballottaggio «che non ci faranno mai vincere». Per fare questo scatto bisogna, però, apportare alcune modifiche allo schema adottato finora.

Silvio Berlusconi durante le feste natalizie ha evitato i consueti vertici allargati e le riunioni affollate. Al contrario ha scelto di convocare singoli dirigenti per confrontarsi in maniera approfondita sulle mosse da compiere alla ripresa in un formato «one to one». Non è un mistero che Berlusconi cerchi da tempo nuova classe dirigente da portare in tv. Per questo vorrebbe individuare due «sindaci-modello» o «sindaci-pilota» per ogni regione da far diventare i volti di Forza Italia a livello locale. L'altra mossa, quella più delicata, riguarda l'intenzione di chiedere alla vecchia guardia di non andare più in tv, giocando più nelle retrovie piuttosto che in prima linea. Il presidente di Forza Italia vuole anche aumentare la presenza su internet del partito - «anch'io sto prendendo lezioni», racconta - e vuole anche riattivare l'Università della Libertà di Villa Gernetto per lavorare proprio sulle nuove leve. Berlusconi non crede alla tenuta di Renzi ed è convinto che sia iniziata la sua discesa. «Lo aspettano al varco con tutte le promesse che ha fatto, da qui in poi può solo scendere». E ha anche assegnato all'europarlamentare Fulvio Martusciello il compito di organizzare i rappresentanti di lista in vista delle prossime elezioni, in modo da farsi sottrarre «meno voti possibile» dalla sinistra.

L'idea di ritirare il logo di Forza Italia alle prossime amministrative non è all'ordine del giorno, anche se l'idea di mettere in campo liste civiche aggiuntive o sostitutive è stata evocata svariate volte negli ultimi due anni. «Sin dal '94, anno della discesa in campo di Berlusconi, è ricorrente il tema di liste civiche senza simboli di partito alle amministrative» spiega Maurizio Gasparri. «Poi, invece, i simboli si sono sempre regolarmente presentati. Sarà così anche questa volta».

Berlusconi piuttosto vuole riallacciare i fili del rapporto con il territorio. Saltate le ultime due riunioni settimanali a palazzo Grazioli dedicate alle Amministrative perché impegnato a Milano, ha chiesto al deputato Sestino Giacomoni di inviare una lettera ai 20 coordinatori regionali per avere una sorta di report-bilancio - da consegnare entro il 6 gennaio - sulla propria attività. L'obiettivo dell'iniziativa è avere spunti di riflessione e una relazione dettagliata su quanto fatto e sui programmi futuri per rilanciare il partito sul territorio in vista delle comunali del 2016, perché da gennaio Berlusconi intende lanciare la cosiddetta «crociata per la libertà» con la quale parlamentari e amministratori forzisti dovranno riconquistare l'Italia del non voto, ovvero quei 26 milioni di astenuti, soprattutto moderati, delusi e indecisi. Ogni coordinatore dovrà fare il punto sul suo operato e indicare anche i cosiddetti sindaci pilota e le «personalità da contattare per poter ripartire». Un modo per aiutare a trovare i migliori amministratori da arruolare nel partito a livello locale o inserire nelle liste per le prossime amministrative.

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