Il bimbo nato da pochi minuti abbandonato in un cimitero

Un passante ha sentito il pianto. Il piccolo aveva ancora il cordone ombelicale attaccato: ha rischiato l'ipotermia

L'abbandono. Uno dei più gravi attentati alla vita. A una vita che nasce e ha appena poche ore, o forse pochi minuti, che avrebbe un futuro davanti. Fanno male i casi di neonati abbandonati, gettati tra i rifiuti, dentro ai cassonetti, davanti le canoniche, in mezzo ai cimiteri.

A Rovigo ieri l'ennesima storia. L'hanno abbandonato con il cordone ombelicale e la placenta ancora attaccati, dentro a una sacca da tennis gettata su una recinzione del cimitero di Rosolina. Aveva trenta minuti di vita. E forse la madre gli aveva anche dato una prima poppata.

Quando i medici e lo staff del Suem sono arrivati, credevano fosse morto ma poi quel piccolo lamento e quella corsa in extremis per salvarlo. Gli infermieri si sono assicurati che il piccolo stesse bene, poi l'hanno preso, l'hanno asciugato e riscaldato.

A trovarlo una donna di settant'anni che passava di lì e immediatamente ha chiamato i soccorsi e i carabinieri. Il bimbo è stato trasportato d'urgenza nell'ospedale di Adria ed è stato chiamato Giorgio dal nome dell'infermiera che lo ha soccorso, Giorgia Cavallaro, anche se, hanno fatto sapere, sarà l'autorità giudiziaria a decidere.

Ora quello che conta è che questo cucciolotto di 47 centimetri, di origine caucasica, che pesa due chili e 700 grammi, stia bene. Anzi, ieri pomeriggio ha perfino «divorato» la poppata preparatagli dal reparto di pediatria dove è ricoverato.

Le indagini dei carabinieri sono a tutto campo, forse la madre è giovane, ma, fanno sapere gli investigatori, è ancora prematuro parlarne. «Il bambino appariva in buone condizioni ha detto Antonio Compostella, direttore generale dell'Ulss 5 (Unità locale socio sanitaria) - vitale; 2,7 chili di peso e 46 centimetri di lunghezza. Questo significa che è un neonato con gravidanza completa. Era senza vestiti ed era ancora sporco di meconio il liquido che accompagna la nascita di un neonato».

E i casi di bambini abbandonati aumentano, quasi come a tornare nel Medioevo.

I neonatologi parlano di circa tremila neonati ogni anno e leggendo i dati dei tribunali per i minori non si tira un sospiro di sollievo: su 550 mila bambini nati ogni anno, circa 400 non vengono riconosciuti dalla madre. Alla Lombardia la percentuale più alta: 86 su 400.

Nel 62,5 per cento dei casi si tratta di figli di donne straniere, che scelgono il parto segreto, in anonimato, previsto dal dpr del 2000: mettono al mondo il bimbo in clinica e poi lo affidano al tribunale dei minori. Bambini che poi vengono dati in adozione.

I parti clandestini invece, a cui può seguire l'abbandono, sono quelli che non avvengono all'interno degli ospedali. Secondo una statistica della Società Italiana di Neonatologia del 2012, i neonati non riconosciuti, sarebbero tremila ogni anno, nel 73 per cento dei casi le madri sono italiane, per il resto straniere, soprattutto con una fascia d'età tra i venti e i quarant'anni.

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