Borrelli: "A Fiumicino 24mila controlli". Ma allo Spallanzani altri 4 casi sospetti

Il commissario: test pure su navi Ue. I due cinesi in prognosi riservata

Borrelli: "A Fiumicino 24mila controlli". Ma allo Spallanzani altri 4 casi sospetti

«Abbiamo avviato il controllo di tutti gli aeroporti con gli strumenti a disposizione. A Fiumicino da ieri alle 16 sono stati eseguiti 24mila controlli con i termoscanner. Effettueremo test anche sulle navi Ue». Lo ha detto il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus Angelo Borrelli precisando che i «termoscanner sono operativi anche a Cagliari e Malpensa». Intanto si gioca lungo l'asse Roma-Verona la paura italiana del coronavirus. Le notizie non sono totalmente rassicuranti. Resta infatti in isolamento (benché il test sia risultato negativo) al policlinico di Verona l'addetta alle pulizie dell'hotel della città scaligera dove, lo scorso 23 gennaio, avevano soggiornato i due coniugi di Wuhan affetti da coronavirus e attualmente in prognosi riservata allo Spallanzani di Roma. L'addetta alle pulizie ha accusato due giorni fa dei sintomi influenzali ed è stata lei stessa ad avvertire il 118. I medici non escludono che, nel suo caso, possa trattarsi di una semplice influenza. Ma i dubbi restano. E così anche le preoccupazioni. Le misure di sicurezza restano comunque attive sia nel suo caso, sia, soprattutto, nel caso della coppia di cinesi ricoverati nel nosocomio della capitale. Le loro condizioni restano «invariate»: un aggettivo che si presta a una duplice lettura.

I due turisti, marito e moglie di 66 e 65 anni, erano arrivati allo Spallanzani già in condizioni serie. Hanno superato la notte e sono ancora in terapia intensiva dopo che nelle ultime 48 ore le loro condizioni si erano aggravate. Secondo quanto evidenziato dai medici «l'aggravamento potrebbe rientrare nel decorso del virus che prevede anche momento di crisi in questo caso dovuti a difficoltà respiratorie». Intanto, con i nuovi quattro ricoverati di ieri, salgono a quindici i «pazienti sintomatici» provenienti da zone della Cina interessate dall'epidemia. Tutti sono stati sottoposti al test e si attendono i responsi; inoltre altre 20 persone (che non presentano alcun sintomo e che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all'infezione) continuano ad essere osservate presso lo stesso ospedale romano.

Negativo il test su un bimbo di 2 anni a Castelsardo, nel nord Sardegna, mentre a Torino sono una quindicina i cinesi in isolamento nelle loro abitazioni dopo essere rientrati dalla Cina, ma per loro «non ci sono mitivi di allarme», come comunicato dal presidente della Fenaic, la Federazione nazionale Italia-Cina, Paolo Hu Shaogang: «I nostri connazionali che sono rientrati a Torino dalla Cina stanno adottando tutte le precauzioni che ci sono state consigliate».

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