Botte agli agenti, il figlio di Castellino resta in cella. "Ha picchiato per difendere il padre fermato"

Convalidati gli arresti dei 12 fermati. Oggi interrogati i sei di Forza Nuova

Botte agli agenti, il figlio di Castellino resta in cella. "Ha picchiato per difendere il padre fermato"

Scontri No Pass a Roma: convalidati gli arresti. Direttissima, ieri, per il primo dei 12 finiti in manette durante l'assalto alla Cigl e le cariche a largo Chigi. Degli altri cinque, due restano in carcere, due agli arresti domiciliari e per l'ultimo obbligo di firma. In attesa dell'interrogatorio di garanzia nel carcere di Poggioreale per gli altri sei, gli attivisti di Forza Nuova. A finire davanti al giudice monocratico è stato Calogero Russello, 52 anni, siciliano, precedenti per rapina, disoccupato. È lui a scagliarsi contro un fotoreporter, Alessandro Serranò, con una pala da cantiere. Per Russello è stato convalidato l'arresto. Fabio Corradetti, 20 anni, Iorio Pilosio, 54 anni, Valerio Pellegrino, 21 anni, Maurizio Bortolucci, 58 anni pregiudicato, e Gennaro Imperatore, 70 anni, sono comparsi davanti a un collegio di giudici. Corradetti e Pilosio restano in carcere. Pellegrino e Bortolucci ai domiciliari, obbligo di firma per Imperatore. Per Corradetti, figlio della compagna di Castellino, condannato a soli 18 anni per aver preso a sassate una gazzella dei carabinieri, il giudice Paola De Martiis sottolinea il «ruolo deciso nel creare criticità - si legge sull'ordinanza di convalida - per l'ordine e la sicurezza pubblica e per produrre violenti scontri () era tra le prime file di coloro che all'altezza del Parlamento fronteggiavano le forze di polizia per raggiungere la Camera dei Deputati».

«Ha ammesso di aver agito contro i poliziotti - spiega a il Giornale il suo difensore, l'avvocato Carlo Taormina - ma solo per difendere il padre appena arrestato. Una cosa istintiva, da figlio, che si può configurare come resistenza a pubblico ufficiale». «Corradetti - si legge sull'ordinanza - colpisce con calci e pugni il vicequestore Nicola Giantomasi e altri tre agenti». Pilosio, precedenti penali e in cura per schizofrenia, ha ammesso di voler occupare il Parlamento. Le accuse: resistenza a pubblico ufficiale, saccheggio, danneggiamenti all'istigazione a delinquere.

La Procura ha aperto due fascicoli, uno per le devastazioni durante i cortei non autorizzati, uno per l'assalto alla sede nazionale della Cigl. Un'azione premeditata e pianificata. Da piazza del Popolo un gruppo si confonde con un migliaio di persone che cercano di allontanarsi passando per villa Borghese. Superata Porta Pinciana il nucleo violento si stacca dal resto e punta alla sede sindacale per occuparla e devastarla. Le indagini non sono affatto concluse. Gli uomini della Digos, che hanno denunciato anche una sessantina di manifestanti, stanno ancora visionando foto e filmati per individuare e identificare altri responsabili. A coordinare l'inchiesta i pm che si occupano di reati contro le personalità della Stato.

Stamattina compariranno davanti a loro Roberto Fiore e Giuliano Castellino, 62 e 45 anni, leader di Forza Nuova, Andrea Lubrano, attivista di Fn, Biagio Passero, 41 anni, capo del movimento «IoApro», Pamela Testa, 39 anni, promotrice del sit-in e l'ex Nar Luigi Aronica, 65 anni.

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