Brexit, spunta la tassa per restare europei

Allo studio un "pedaggio" Ue per coloro che vogliono conservare i vantaggi di Bruxelles

Brexit, spunta la tassa per restare europei

La Brexit proprio non vi va giù? Pagate una tassa annuale e potete rimanere in Europa. Per gli Inglesi che continuano a sentirsi europei nonostante la vittoria di Leave, c'è ancora speranza. Almeno secondo la proposta appoggiata dal capo dei negoziatori al Parlamento Europeo Guy Verhofstadt che ha raccontato al Times la sua idea di «cittadinanza europea individuale».

Se venisse approvata, una bella scappatoia per quella metà dei britannici che non ne volevano sapere di uscire dalla Comunità Europea e che in questo mondo potrebbero comprarsi la maggior parte dei benefit riservati ai cittadini dell'Unione. Verhofstadt, che è stato nominato in settembre ed è da sempre a favore di una sorta di «Stati Uniti d'Europa», ha rivelato al quotidiano inglese di voler lottare per quel 48 per cento di britannici che nel referendum di giugno hanno votato per Remain.

«Sono molti a non voler tagliare i ponti con l'Europa -ha spiegato l'ex primo ministro belga - e in linea di principio mi piace l'idea che chi desidera rimanere un cittadino europeo abbia la possibilità di farlo». La proposta verrà discussa e votata dal Parlamento Europeo entro la fine dell'anno. Per diventare parte integrante di ogni futuro accordo post-Brexit con il Regno Unito però, il piano dev'essere approvato da tutti gli Stati europei ed è probabile che alcuni oppongano una certa resistenza nell'offrire concessioni all'Inghilterra. Sicuramente più soft-Brexit di così non si può. E la cosa non piace a tutti, soprattutto a chi ha votato per andarsene. Come il conservatore Andrew Bridgens, che ieri ha accusato Verhofstadt di aver fatto un gran pasticcio.

«Questo è un palese tentativo di creare due classi di cittadini inglesi - spiega - e di sovvertire l'esito del referendum. La verità è che Bruxelles tenterà di inventarsi qualsiasi cosa pur di impedirci di andarcene». Una prima proposta era stata avanzata dal deputato liberale del Lussemburgo Charles Goerens, che aveva proposto una sorta di cittadinanza «congiunta». La nuova ipotesi appoggiata da Verhofstadt, aspira a riconoscere pieni diritti ai britannici che opteranno individualmente per rimanere membri dell'Unione. «Tra i 15 e i 30 milioni di cittadini inglesi si rammaricano per la Brexit - ha detto Goerens - il mio emendamento è stato presentato proprio per questi cittadini». La proposta prevede che gli Inglesi debbano pagare una tassa d'iscrizione annuale a Bruxelles per godere della libera circolazione in Europa, per avere diritto a risiedere negli altri Paesi Europei ed usufruire dei diritti già esistenti tra i quali figura quello di votare alle elezioni europee. Mister Goerens non esclude neppure che la cittadinanza europea individuale possa alla fine essere gratuita. «Se dovesse venir adottata, dovrebbe venir richiesta volontariamente dai singoli cittadini - ricorda -. All'inizio abbiamo pensato ad un versamento annuale, ma si tratta di un dettaglio. La corresponsione di una tassa non è certo l'essenza del piano».

Il negoziatore Verhofstadt non nasconde però che esistono delle questioni legali da superare prima che l'idea venga approvata e bisogna affrontare l'ostilità di coloro che non sono disposti a fare sconti alla Gran Bretagna. «Non so come andrà a finire -ammette- sull'argomento ci sono punti di vista molto diversi in Parlamento. Molti sostengono che questo sarebbe un favore troppo grosso da fare al Regno Unito. «Perché prendersi la briga di rimanere nell'Unione e sottostare alla legislazione europea - argomentano - se i tuoi cittadini possono scegliere autonomamente di farlo?».

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