Bruciò casa per la polizza. Morte la moglie e l'amica

Il movente del duplice omicidio: il 70enne voleva i soldi dell'assicurazione sull'immobile

Bruciò casa per la polizza. Morte la moglie e l'amica

Treviso. Sono morte bruciate in casa. Arse vive rendendosi perfettamente conto di quello che stava accadendo. E quella che voleva sembrare una tragedia dettata dal caso, in realtà aveva uno scopo ben preciso. Sono morte così il 10 giugno scorso a Castagnole di Paese (Treviso), Franca Fava 67 anni e Fiorella Sandre 74 anni. Ad ammazzarle e a provocare l'incendio il marito della 60enne che in quella abitazione viveva al piano superiore. Fiorella Sandre era l'amica di famiglia che da cinque anni viveva nella loro casa. I rapporti tra moglie e marito, Sergio Miglioranza, 70 anni, non erano più gli stessi. Così lui viveva al piano superiore. E lei con problemi di deambulazione al piano di sotto con l'amica. Ma quella notte. Quella notte nell'abitazione scoppia l'incendio. Le fiamme iniziano a divampare e le sue donne sono bloccate all'interno. La prima chiamata di aiuto arriva proprio dall'amica che, in preda al terrore, prima chiama il 113 e poi il 115. Una seconda chiamata arriva da Miglioranza. Ma intanto le fiamme divampano. Fermare il fuoco sembra impossibile. Le donne sono intrappolate al pian terreno, bloccate da una porta che non si apre.

Miglioranza dichiara agli investigatori di essere al piano terra e di aver effettuato la chiamata in contemporanea con la richiesta di soccorso dell'amica della moglie. Dice anche di essere stato avvisato dell'incendio che stava divampando, telefonicamente, dalla moglie stessa ma di quella telefonata nessuna traccia. L'uomo ha dichiarato anche di aver usato una porta sul retro per salvarsi ma la porta, come verrà rilevato con l'aiuto dei carabinieri del Ris di Parma, era ostruita con dei mobili. Lui era anche un accumulatore seriale. Le incongruenze iniziano a essere troppe. Tante per far credere che sia stato un incidente. Che sia accaduto tutto per un fato maledetto.

I carabinieri della compagnia di Montebelluna con l'aiuto del comando dei vigili del fuoco di Treviso iniziano a indagare. E da lì un po' alla volta scoprono le carte. Sin dall'inizio c'erano incongruenze da parte dell'uomo sulla base delle dichiarazioni sia alle forze dell'ordine, sia al personale sanitario, sia ai vigili del fuoco. Dichiarazioni che hanno portato a dipingere una realtà diversa. Ossia che, stando agli accertamenti effettuati e ai rilievi svolti, l'uomo, pensionato che non versava in situazioni rosee, avrebbe appiccato il fuoco per prendere il premo dell'assicurazione sulla casa che ammonta a circa 950 mila euro tra danni allo stabile e persone terze. Per provocare l'incendio ha usato diversi punti di innesco. In più avrebbe posizionato due bombole, una dinanzi all'altra a ridosso della finestra dove dormiva la moglie. Le donne sono rimaste intrappolate al pianterreno. E sono morte carbonizzate. L'uomo non ha confessato. Anzi da lui non è mai trapelato nulla e come rivelano gli inquirenti si è dimostrato molto più attaccato alle cose materiali che alle persone. Ora, arrestato dai carabinieri di Montebelluna, è accusato di duplice omicidio aggravato.

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