C'è l'ok definitivo al Pnrr. In arrivo 25 miliardi. Ora vanno spesi bene

Via libera dell'Ecofin. Primo assegno entro agosto. Draghi avverte: "Riforme obbligate"

C'è l'ok definitivo al Pnrr. In arrivo 25 miliardi. Ora vanno spesi bene

Per l'Europa e per l'Italia ieri è stato un giorno storico. Il Consiglio dell'Ecofin, che riunisce i ministri dell'Economia e delle Finanze dei Ventisette, ha dato l'approvazione definitiva a dodici Piani di ripresa e resilienza. E tra questi c'è quello del governo Draghi da 191,5 miliardi di euro. Il via libera consentirà a Roma di ricevere tra la fine del mese e l'inizio di agosto circa 25 miliardi di euro, che rappresentano il 13% di pre-finanziamento del totale dei fondi che Next Generation Eu assegnerà al nostro Paese.

«Sarà un versamento in unica soluzione», ha spiegato il ministro dell'Economia, Daniele Franco, precisando che «non sono destinati a specifici progetti», ma «entrano nelle casse del Tesoro che in parallelo sta già prefinanziando» il Pnrr». Non si tratta di una sottolineatura di poco conto perché questo significa che le risorse saranno svincolate dalla piena attuazione degli oltre 100 progetti che dovranno essere avviati entro la fine dell'anno. Questo, tuttavia, non esime l'Italia da una precisa attuazione e rendicontazione dei programmi in quanto il Conisglio Ue può sempre bloccare l'erogazione dei fondi ove riscontrasse manchevolezze.

Una circostanza che a spiegato bene il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni. «Il governo italiano e la Commissione hanno collaborato in modo eccezionale e questo ha consentito all'Italia di essere tra i primi dodici Paesi; è però senza dubbio che il fatto di essere arrivati fin qui è tutt'altro che la conclusione di questo percorso», ha dichiarato aggiungendo che «la conclusione sarà nel 2026, ma ogni anno avremo un esame da parte nostra per verificare che i piani siano rispettati, gli obiettivi siano raggiunti, perché i bonifici arrivano da Bruxelles nel momento in cui si raggiungono quegli obiettivi con quelle scadenze». Gentiloni ha, infine, evidenziato i meriti del governo di Mario Draghi che ha dato «la spinta finale che ci ha consentito di avere qui a Bruxelles la sensazione di un piano di alta qualità, di poter dare quindi il nostro via libera». Insomma, per ora garantisce SuperMario, poi tutto il resto del sistema Paese dovrà dimostrarsi all'altezza della sfida.

E proprio il premier, in apertura del Consiglio dei ministri di ieri sul dl Venezia (vedi fotonotizia a fianco) ha affermato che «questa decisione deve essere motivo di orgoglio per l'Italia» perché «il piano è il risultato della stretta collaborazione che c'è stata all'interno del governo e tra i ministeri». Ma, ha proseguito, «deve essere anche uno stimolo a spendere bene i soldi che ci arriveranno, e a approvare in tempi rapidi le riforme che abbiamo concordato con la Commissione Europea» in quanto «questi sono infatti i presupposti necessari per ricevere tutti i 191,5 miliardi di euro, in prestiti e sussidi, che ci sono stati assegnati. E per continuare a mostrarci un Paese credibile e affidabile».

Oltre ai Piani dell'Italia hanno ottenuto il via libera anche i Pnrr di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna. Il ministro dell'Economia, Daniele Franco, ha rimarcato che «l'anno prossimo sarà il terzo anno in cui le regole di bilancio Ue vengono sospese» e dovrà essere «l'anno in cui si definiscono nuove regole in modo che quando si riparte nel 2023 si riparta con nuove regole». Attuare il Pnrr è anche il miglior modo per presidiare il debito pubblico nell'eventualità che prevalgano i «frugali».

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